Attualità - 03 ottobre 2017, 17:30

Movida, la 7 contro Sacco: “Non siamo stati ascoltati”

Approvata una mozione per chiedere un intervento dell’assessore al Commercio. Deri: “Abbiamo già deliberato un anno fa e nessuno dei nostri punti è stato tenuto in considerazione”. Chieste misure anche per Borgo Rossini

La questione della cosiddetta “malamovida”, cioè della vita notturna che interferisce con il “diritto al riposo” dei residenti di un quartiere, sta tenendo banco da mesi nella Circoscrizione 7. Il consiglio ha approvato, durante la seduta del 2 ottobre, una mozione per chiedere al Comune di Torino un intervento concreto per arginare il fenomeno, estendendo l’area di azione anche al quartiere di Borgo Rossini. La zona, se ancora non vive i problemi di alcune aree più difficili di Vanchiglia (che resta al centro delle richieste), nei timori di diversi residenti potrebbe nei prossimi anni attirare lo stesso tipo di criticità. 

La mozione è passata con i voti del centrosinistra, solo il consigliere Rocco Pinto si è astenuto. “Borgo Rossini è un esempio virtuoso per la città – ha commentato – e basterebbe applicare le norme che esistono già”. Astenuti anche il centrodestra e Sinistra Italiana, mentre il Movimento 5 Stelle non ha partecipato al voto. “Il 18 ottobre – ha spiegato la nuova capogruppo, Stefania Bessone – l’assessore Sacco sarà presente in commissione, aspettiamo quell’incontro prima di votare una mozione”.
La maggioranza, però, ha tirato dritto, contestando l’immobilismo dell’assessore al commercio, Alberto Sacco, che nonostante diversi contatti e incontri, tra cui una commissione aperta lo scorso luglio, non ha ancora tenuto in considerazione i dieci punti (ora sono otto) proposti dalla 7 per governare il fenomeno. E, intanto, la contestata ordinanza n°46, che vietava la vendita di alcolici da asporto a San Salvario e Vanchiglia, è scaduta il 30 settembre.

“Abbiamo deliberato un anno fa – ha attaccato il presidente della 7, Luca Deri, in una nota – una proposta articolata in dieci punti, nessuno di essi è stato tenuto in considerazione. L’ordinanza n°46 della sindaca Appendino, oltre a non aver avuto riscontro pratico, ha favorito l’infiltrazione di elementi estranei intenzionati a trasformare il dialogo in scontro e a trasformare gli interventi di controllo in occasioni per creare disordini”.
“L’ordinanza – ha poi concluso Deri – investe inoltre un perimetro limitato e non coglie l’occasione per prevenire quanto con ogni probabilità andrà a porsi in essere nel Borgo Rossini, con modalità che rischiano di essere simili”. Già da tempo, in effetti, il quartiere sta attirando nuovi locali. La situazione generale è ancora ben lontana da aree come quella di piazza Santa Giulia, ma questo non basta a tenere a freno i timori. 

La mozione, proposta dal coordinatore al commercio della 7, Michele Crispo, è articolata in otto punti. Si chiede la chiusura dei dehors, dalla domenica al giovedì, a mezzanotte e mezza, mentre il venerdì e il sabato alle 2 di notte, il tutto seguito da immediati passaggi di pulizia dell’Amiat.
Poi si chiede un divieto di apertura a nuove attività in locali più piccoli di 70 mq, in maniera tale da limitare gli stazionamenti all’esterno. In generale, però, si chiede un inasprimento delle sanzioni e maggiori controlli da parte della Polizia Municipale. A Borgo Rossini, ad esempio, i parcheggi selvaggi serali, in alcune aree, sono una costante.
La novità più rilevante, però, è la richiesta di riproporre i cosiddetti “Punti Verdi”, in vista della prossima estate, per “creare aree alternative ai consueti luoghi della movida”.

Paolo Morelli