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Cronaca | 22 ottobre 2017, 07:00

Dalla strada all'elezione in Circoscrizione. La storia della consigliera Cristina

Prima il tracollo economico, poi il lavoro nel sociale, fino alla tornata amministrativa dello scorso anno

Dalla strada all'elezione in Circoscrizione. La storia della consigliera Cristina

Non solo la crisi, la caduta. Ma anche la rinascita: ripartire da zero, ricostruire una vita. Fino ad entrare in politica, a essere la persona a cui gli altri affidano il compito di rappresentarli.

E' questa la vicenda di Cristina, oggi 39 anni, che all'inizio della storia si è trovata a perdere quasi tutto quello che aveva, per diventare, alla fine, consigliera della quarta Circoscrizione. Il tutto attraverso l'ambito del sociale, in cui è entrata per caso, forse per sbaglio, e che oggi è la sua vocazione principale, oltre che il suo lavoro.

Tutto comincia poco dopo l'inizio della crisi economica del 2008. Cristina ha una lavanderia, ma qualcosa nella sua vita comincia a rompersi “non sono né più né meno di tante altre storie. Con la mia attività, che avevo da sette anni, è iniziato il declino economico. Un po' per i costi di gestione, che sono altissimi, un po' per alcuni problemi familiari”. La congiuntura economica fa il resto, e la situazione precipita: “Avevo già uno sfratto pendente, ma non potevo chiudere la lavanderia, non avevo i soldi per farlo, fino a che lo sfratto è diventato esecutivo”.

Lei e i figli piccoli finiscono per strada. “Io dormivo nel negozio, mentre loro erano ospiti da amici di famiglia. Ogni mattina mi alzavo, andavo a prenderli e li riportavo a scuola”. I servizi sociali, però non rispondono, sia perché ci sono dei conti in sospeso per l'Inps, sia perché la lavanderia crea delle enormi complicazioni delle graduatorie per le case popolari. Ogni speranza sembra cedere all'evidenza. “Alla fine mi sono ribellata. Nessuno mi considerava, quindi ho deciso di muovermi”. Cristina chiama le forze dell'ordine, spiega la situazione.

Il primo passo è giusto, tramite magistrati e servizi sociali arriva la prima ingranata di marcia. “Hanno visto la mia voglia di fare, di non arrendermi”, e da lì a poco una prima soluzione abitativa che sarebbe durata un anno e mezzo, ma non solo: Cristina dimostra serietà e affidabilità, fino a che non giunge la proposta di affido di una bambina disabile, subito accettata. La via maestra del rilancio arriva poco dopo: l'assistente sociale  la chiama per dirle di averla inserita in un progetto per la raccolta di cibo ai mercati, da destinare alle famiglie in difficoltà. Inizia in Corso Svizzera, si da un gran da fare come operatrice, si rimette in piedi. “Mi ha fatto crescere sotto tanti punti di vista. Ho visto che il mondo non era solo quello che vedevo io, ma era pieno di altre situazioni”.

La casa popolare arriva, e la situazione si stabilizza. Ma la via della ripresa non si è ancora esaurita. Questo perché, durante il lavoro nei mercati, Cristina conosce una persona, che sta per candidarsi in circoscrizione: “mi ha detto che volevano costruire un'associazione sull'accessibilità, per lavorare sulla disabilità nelle istituzioni”. La proposta di candidatura viene accettata al volo. Pochi mesi dopo, le elezioni, e l'investitura come consigliera. “Ho passato due giorni in casa a piangere, non ci potevo credere. Credo mi abbiano votata perché le persone hanno bisogno di essere rappresentate da chi sa cosa siano le condizioni veramente difficili”. Da quel momento a oggi passa un anno e mezzo.

Oggi Cristina continua a lavorare come operatrice, a fare la consigliera, e vive nella casa popolare. “Certamente non è che sia diventata ricca, ma la cosa importante era avere una casa per i miei figli e per me”. Una cosa su tutte, racconta, le ha insegnato il suo percorso: “Dobbiamo imparare a guardare all'essenziale. Il cibo e la casa sono le cose più importanti, mentre oggi siamo superficiali, siamo ossessionati dalle cose futili”.

Il futuro, oggi, è ancora un'incognita: “Non ho grandi aspettative a livello economico. Vorrei continuare a lavorare nel sociale, è un ambito che sento mio, dato che per me è essenziale poter essere utile, essere d'aiuto. Poi, da anziana, spero solo di vedermi in campagna, con i pomodori, le zucchine, e qualche gallina”.

Bernardo Basilici Menini

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