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S. Rita / Mirafiori | 11 gennaio 2018, 10:40

Il gorilla di Faber esce dalla gabbia: stasera al Teatro Agnelli

Un omaggio musicale a Fabrizio De André a cura di Assemblea Teatro e Accademia dei Folli

Il gorilla di Faber esce dalla gabbia: stasera al Teatro Agnelli

Benedetto Croce diceva che fino all'età dei diciotto anni tutti scrivono poesie. Dai diciotto anni in poi, rimangono a scriverle due categorie di persone: i poeti e i cretini. E quindi io, precauzionalmente, preferirei considerarmi un cantautore”.

L'11 gennaio 1999 se ne andava uno dei più grandi artisti della storia italiana, Fabrizio De André. Di certo non serve una ricorrenza specifica per ricordarlo, dato che i suoi versi e la sua musica fanno ormai pienamente parte del nostro grande patrimonio culturale, a disposizione di tutti, indistintamente, proprio come avrebbe voluto lui. Con un'attenzione particolare agli esclusi, gli emarginati, i poveracci, i dimenticati, popolo di outsider che, dagni anni Sessanta ai Duemila, si è evoluto mutando in base ai contesti sociali e politici, ma senza alterare la propria natura.

Perchè, a quasi vent'anni dalla sua morte, riascoltare storie di reietti, prostitute, ladri e accattoni rappresenta ancora un incontro privilegiato con una sorta di vangelo laico e universalmente valido, privo di ogni crisma, vicino alla gente, umano, genuino.

E proprio per continuare a diffondere il “verbo” di Faber tra le persone di ogni generazione, questa sera Assemblea Teatro propone un grande omaggio al cantautore in collaborazione con l'Accademia dei Folli. Dalle ore 21 in via Paolo Sarpi 111 il Teatro Agnelli ospiterà “Attenti al gorilla”, con Carlo Roncaglia alla voce e chitarre, Enrico De Lotto al contrabbasso e basso elettrico, Gianni Virone ai fiati, Vincenzo Novelli alle chitarre e Giò Dimasi alla batteria e percussioni.

Un viaggio tra le canzoni più celebri, ma anche quelle meno conosciute, con arrangiamenti studiati ad hoc, nel rispetto filologico del suo genio poetico, ma con il desiderio di dare una spolverata di novità a capolavori immortali. Ecco allora che sarà facile, per lo spettatore, respirare tutta l'attualità dei testi di De André, diventando il destinatario di poesie che, allora come oggi, parlano alla gente comune senza filtri né barriere.

Uno spettacolo che davvero affonda la propria ricerca espressiva nelle radici popolari di un mito musicale che ha rari paragoni. Una grande occasione per rivivere con nostalgia il passato, pensando a “quei giorni perduti a rincorrere il vento, a chiederci un bacio e volerne altri cento”.

Manuela Marascio

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