Attualità - 28 febbraio 2018, 07:10

“La mensa Borsellino non deve chiudere”: l’appello del collettivo studentesco Alter.POLIS

La chiusura è prevista per giugno 2018 e le conseguenze sarebbero gravi per i numerosi studenti che ne usufruiscono e i lavoratori impiegati

La mensa Borsellino, situata nella Cittadella Politecnica, garantisce, ogni giorno, quasi 500 pasti convenzionati: un numero importante, che nell’ultimo anno e mezzo è aumentato significativamente in risposta alle nuove tariffe approvate dalla Regione Piemonte, con l’esplicito obiettivo di incentivare l’utilizzo delle mense stesse.

Una politica, quindi, positiva, coraggiosa e, soprattutto, lungimirante, che ha prodotto numerosi vantaggi per gli studenti e ha ricondotto verso un cammino di crescita il servizio di ristorazione EDISU. La mensa Borsellino, inoltre, svolge una funzione insostituibile per assicurare quest’ultimo: presso la Cittadella – fulcro di un’elevatissima presenza studentesca –, infatti, si giunge a consumare, secondo i dati più recenti, più della metà della totalità dei pasti erogati nelle mense EDISU di tutto il Piemonte.

Tuttavia, si avvicina inesorabile il termine ultimo che potrebbe segnare, in modo definitivo, la chiusura della mensa: a giugno giungeranno a scadenza sia il contratto di affitto tra il gestore della struttura e la società proprietaria – che ha in concessione tutta la residenza Borsellino – sia la convenzione con EDISU.

Chiusura cui si oppongono con forza i membri del collettivo studentesco Alter.POLIS, secondo i quali essa “deve essere evitata a tutti i costi, perché avrebbe conseguenze molto gravi per i numerosi studenti che la utilizzano e i lavoratori che vi sono impiegati”.

Inoltre, spiegano, “non è possibile pensare che tutti gli studenti del Politecnico, oltre agli ospiti delle residenze Borsellino, Mollino e Codegone, si possano riversare in un’unica struttura di ristorazione, la mensa Castelfidardo, dove già oggi gli studenti devono fare i conti con lunghe code e situazioni di pesante affollamento. La chiusura della mensa Borsellino determinerebbe, infatti, la completa saturazione della stessa, e comprometterebbe irrimediabilmente la tenuta del servizio di ristorazione nell’area della Cittadella Politecnica: per tale motivo deve esserne evitata la chiusura, perseguendo tutte le azioni possibili”.

E ancora: “nei mesi scorsi siamo riusciti, non senza difficoltà, a seguito di una raccolta firme e di forti pressioni da parte degli studenti, e con un incessante lavoro da parte dei nostri rappresentanti, a porre le condizioni per mantenere aperta questa struttura almeno fino alla fine dell’anno accademico: ma ora, di fronte alla scadenza inderogabile di giugno, occorre che le Istituzioni individuino una soluzione stabile, che garantisca il mantenimento di questo formidabile servizio di ristorazione a lungo termine”.

La scadenza di giugno, dunque, è nota da tempo, ma il futuro della mensa è ancora incerto: perciò gli studenti di Alter.POLIS richiedono, con estrema urgenza, “la convocazione di un tavolo di lavoro con tutte le Istituzioni a vario titolo coinvolte: Regione Piemonte, EDISU e Politecnico di Torino”.

“Chiediamo che sia evitato in ogni modo un epilogo che comporterebbe una grave perdita di posti di lavoro e rappresenterebbe un vero e proprio taglio al servizio di ristorazione, che è una componente fondamentale del sistema di welfare studentesco e costituirebbe, così, un taglio al diritto stesso allo studio”, chiosa il collettivo.

Roberta Scalise