Sarà il “day after” l’apertura del Salone del Libro. E non avrà nulla a che fare con le grandi case editrici o gli autori illustri che lì interverranno.
Sarà anche a pochi chilometri di distanza. Giusto una passerella lo separerà dalla più grossa kermesse culturale torinese. Ma non ha ambizione di confronto.
È “Librincontro”, una manifestazione letteraria non solo indipendente, ma del tutto outisider, borderline. A partire dal luogo scelto, la zona dell’ex Moi, che – come si legge nel manifesto dell’evento – “condivide con le altre periferie torinesi una realtà di abbandono e marginalità: case costruite in disfacimento, case abbandonate, case occupate, case sgomberate; dietro ogni atto c’è nascosto un gesto di imperio del potere o un interesse economico e dure lotte per superarli”.
È questo lo spirito di rivolta che animerà una tre giorni di incontri, letture, dibattiti, workshop e concerti, con l’obiettivo di donare ai libri aria nuova e migliori spazi, al di là delle logiche commerciali (o meglio “il tritacarne dell’industria culturale”, come gli organizzatori definiscono il mondo editoriale).
L’intento è di creare – “in questa città da sempre considerata laboratorio d’idee e di passioni” – un ambiente alternativo in cui progettare un società nuova.
“Attraverso le nostre pubblicazioni diffondiamo un desiderio di cambiamento e di trasformazione radicali che già nel metodo esprime il suo contenuto: un contributo privo di contropartite economiche fatto e portato avanti per il solo piacere, la sola passione, il solo desiderio di cambiare le carte in tavola, di far capire che è possibile un modo altro, che questo modo parte dagli spazi che liberiamo ogni giorno nella nostra vita”.
Il programma completo è consultabile sul sito: https://librincontro.noblogs.org/