Dioniso, divinità della mitologia greca, è colui che scardina ogni ostacolo, è principe e mendicante, forza vitale e istintiva, tragico e comico: il simbolo della diversità.
Ed è proprio a questa figura mitica che si ispira Dioniso in città (2018), l’opera degli artisti palermitani Laboratorio Saccardi – costituito da Vincenzo Profeta e Marco Leone Barone –, creata in occasione del secondo manifesto del progetto Opera Viva Barriera di Milano, la quale è esposta da mercoledì scorso in piazza Bottesini.
L’edizione del 2018 si riferisce allo scrittore e antropologo Chad Oliver e all’incontro tra mondi diversi: in questa prospettiva, l’opera dei due siciliani parla della diversità come Grande Alto – secondo la definizione di Slavoj Žižek –, ossia irriducibile, incommensurabile, al pari di un linguaggio alieno e a tratti incomprensibile, proveniente, al tempo stesso, dal passato più arcaico e dal futuro prossimo.
L’opera, infatti, ritrae un viso africano grande e orgoglioso, che osserva i passanti, con la fronte coperta da quello che sembra essere un antico elmo o un casco futuristico. Sullo sfondo, l’architettura del teatro Politeama di Palermo, con il suo curioso gusto insieme asburgico e assiro-babilonese: intorno, un’aria fosca e lampeggiante, in cui si scorgono echi epici.
Una diversità, quindi, che accede improvvisamente al territorio di una mitografia non consolatoria, ma ostinata a leggere il presente italiano nelle sue pieghe più sommerse. E che sarà visibile fino a lunedì 25 giugno.