Una storia che affonda le sue radici all'inizio degli anni Settanta, ma che ora cambia volto, così come la città che la ospita. La Rinascente si rifà il look e cambia, seppure nel solco della continuità.
E così, dopo l'apertura a maggio del piano -1 dedicato a casa, food e design, ora è la volta del terzo e quarto piano, dedicato alla moda e all'abbigliamento. Sono circa 230 i brand ospitati di cui 200 nuovi per la piazza torinese.
"Ci rivolgiamo ai residenti, ma anche ai turisti, che a regime vorremo pesassero per il 20% del nostro fatturato. Torino è una città con moltissime attrazioni storico-turistiche e il potenziale è notevole", dice Pierluigi Cocchini, ceo di Rinascente.
In passato lo scontrino medio era di circa 80 euro per 900mila passaggi all'anno, ma la prospettiva si aggira sui 110 euro. L'obiettivo è arrivare almeno al milione e mezzo di visitatori. Attualmente la quota "straniera" è di 7% sulla base delle carte di credito straniere. E per conquistare la clientela asiatica e soprattutto cinese si stanno già esplorando canali digitali di promozione e posizionamento come WeChat.
Su Torino si contano 120mila carte fedeltà (quasi 2 milioni in tutta Italia). "Dimostrazione del potenziale ancora da valorizzare in una città che può contare su un negozio di questo genere".
Complessivamente il rilancio di Rinascente a Torino conta su un investimento di 52,6 milioni di cui oltre 19 per la ristrutturazione, mentre 33,5 sono serviti per l'acquisto dell'immobile. La data di conclusione lavoro è fissata entro l'autunno 2019, con già tre piani su sei rinnovati. A regime saranno 800 i marchi presenti e 40 i posti di lavoro dedicati all'assistenza alla vendita.