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Economia e lavoro | 07 marzo 2019, 16:12

Tav, l'ira del mondo economico: "Se saltano i bandi, siamo pronti a forme di protesta clamorose" (VIDEO)

Intanto procede l'iter per la querela a Di Battista, pronte a firmare Unione industriale, Amma, Confagricoltura, Confesercenti, Confindustria e Ance

Tav, l'ira del mondo economico: "Se saltano i bandi, siamo pronti a forme di protesta clamorose" (VIDEO)

"Far capire cosa vorrebbe dire non avere la TAV: non avere le imprese, andare tutti più piano e così via". Corrado Alberto, presidente di Api Torino, non va nello specifico, ma lascia intuire che il mondo economico è pronto a forme di protesta anche clamorose, se alla scadenza di lunedì non dovessero partire i bandi per i nuovi lavori della Torino-Lione.

"Ogni categoria farà qualcosa nel proprio ambito - prosegue Alberto - ma non escludiamo una mobilitazione collettiva, anche con altre realtà che vogliamo sostenere la Torino-Lione. Ovviamente sono tutte forme di protesta cui speriamo di non dover ricorrere". 

Intanto, in attesa di capire cosa succederà lunedì (ma anche molto prima, vista l'approvazione della mozione anzi TAV in Senato e alla convocazione di Telt da parte di Conte), i rappresentanti economici torinesi invocano anche una centralità decisionale: "Non vogliamo rimanere tagliati fuori nel momento in cui saranno fatte le scelte". E sabato si annuncia acceso il confronto con i parlamentari piemontesi favorevoli all'opera, cui non si esclude possano particolare anche altri rappresentanti delle istituzioni.

Intanto saranno rese pubbliche le lettere inviate al preside del Consiglio Giuseppe Conte, del vicepremier Matteo Salvini e di Telt. E va avanti anche l'iter che vede alcune sigle impegnate nel querelare per diffamazione Alessandro Di Battista dopo le dichiarazioni rilasciate a Che tempo che fa. Si tratta di Unione industriale, Amma,  Confagricoltura, Confesercenti, Confindustria e Ance Piemonte.

"È giusto non fare cadere quelle dichiarazioni così forti nel nulla", commenta Dario Gallina, presidente dell'Unione Industriale di Torino.

 

""Mentre il Piemonte muore, delocalizza e arretra in posizioni, i due vice premier giocano a braccio di ferro - dice Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino -. Ma non far partire i bandi Telt significherebbe legittimare i No Tav. Non solo vogliamo la Tav ma vogliamo intervenire per decidere i tracciati. Non ci interessa una mini Tav, ci interessa una Tav che veda Torino protagonista. Diversamente si andrà incontro ad un progressivo e irreversibile declino del nostro territorio".".

Massimiliano Sciullo

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