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Attualità | 15 settembre 2019, 09:28

“Siamo un territorio in crisi, ma siamo sempre esclusi da tutto”: Ventre (Unione montana Val Chisone) scrive alla Città metropolitana

Il presidente fa sentire la voce delle valli Chisone e Germanasca in merito a un progetto di rilancio industriale che non la contempla

“Siamo un territorio in crisi, ma siamo sempre esclusi da tutto”: Ventre (Unione montana Val Chisone) scrive alla Città metropolitana

“Siamo periferia della periferia, ma siamo sempre esclusi da tutto”, Marco Ventre presidente dell’Unione montana dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca ha inviato una lettera alla Città metropolitana di Torino, per far sentire la voce del suo territorio.

Ventre contesta il fatto che il progetto TopEdge, che mira ad aiutare la reindustrializzazione delle periferie, escluda una zona con seri problemi occupazionali come quella da lui presieduta.

“La storia dei nostri territori vanta da sempre altissimi livelli di professionalità e di cultura del lavoro che hanno dato per decenni non solo lustro alla nostra comunità ma sono stati la fortuna di numerose attività industriali – fa il punto Ventre –. Purtroppo negli ultimi 20 anni si sono persi oltre 6.000 posti di lavoro: vedi le chiusura della Manifattura di Perosa Argentina e degli stabilimenti Sachs e Stabilus di Villar Perosa mentre le ultime grandi realtà industriali, fatta eccezione per la presenza della Skf, attraversano da tempo un’importante crisi con il taglio periodico e costante della pianta organica”. E “sono state poche le realtà artigianali e industriali, quasi tutte a gestione familiare, a investire su nuovi prodotti e su nuove produzioni mantenendosi a fatica nel mercato globale”.

Il suo auspicio è che in futuro la Città Metropolitana tenga conto anche delle Vallate nei suoi progetti di rilancio del territorio.

E il suo malumore è dettato dal fatto che già in un recente passato le Valli Chisone e Germanasca sono state dimenticate: “Siamo stati esclusi dall’area di crisi industriale complessa, che il Ministero dello Sviluppo economico ha riconosciuto per Torino e per svariati Comuni della provincia”, ricorda.

Ciononostante la sua idea è di non darsi per vinto e provare in tutti i modi a rilanciare l’occupazione: “Qualche giorno fa ho scritto anche al Consolato cinese per chiedere di farci incontrare eventuali investitori che vogliano destinare risorse in Italia”.

Marco Bertello

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