Quattro chiacchiere in giardino | 25 ottobre 2019, 13:55

Prendersi cura delle proprie piante: oggi parliamo di substrati

Attenti al pH. E alla capacità di trattenere l'acqua. Ecco come scegliere il terriccio migliore

Prendersi cura delle proprie piante: oggi parliamo di substrati

Buongiorno e bentornati in questa rubrica. Sono Domenico Simonetti, da sempre con la passione per le piante e per i fiori aiuto ormai da anni altri appassionati coltivatori a gestire al meglio la propria collezione di orchidee e piante varie. Potete trovarci e interagire più facilmente con quesiti e nostre risposte sul nostro gruppo Facebook “Orchidee: cura e vendita”. Ci occuperemo di dare semplici consigli per gestire le piante che teniamo in casa, sul balcone o in giardino.

Oggi faremo una prima parte sui substrati. Ce ne sono di molti tipi, con caratteristiche molto diverse, dato che altrettanto diverse sono le necessità delle nostre amate piante.

Il primo parametro da tener presente è il pH del substrato. Nella scheda di coltivazione di ogni pianta solitamente è indicato il substrato di preferenza della pianta in questione. Se acidofila, predilige un substrato con un pH minore di 7. Se preferisce substrato alcalino, il pH deve essere maggiore di 7. Infine se vuole un substrato neutro, il pH deve essere 7. Il terriccio universale ha un pH pari a 7 e va bene per molte piante… ma non per tutte, alcune possono essere molto rigide su questo parametro e dare segni prima di sofferenza, poi arrivare a morire se il substrato non è quello giusto in quanto a pH. Quindi attenzione alla targhetta dei sacchi di terra che comprate in vivaio e alle caratteristiche richieste dalla pianta.

Se le piante sono in vaso, è sufficiente comprare il terriccio con la caratteristica di pH corretta. Se invece volete piantare la pianta in terra ed avete già verificato le caratteristiche del terreno rilevando il pH con una cartina al tornasole o un kit apposito, ci sono degli accorgimenti per alterare il pH. Se il terriccio è basico e volete renderlo acido, un trucco può essere di mescolarci i fondi di caffè o un compost di foglie di quercia. Viceversa per rendere alcalino un terreno acido occorrerà aggiungere del carbonato di calcio. Quanto di questi prodotti utilizzare dipende dalle caratteristiche del terreno di partenza e quanto sia il valore da correggere. Il cambiamento di pH richiede tempo, quindi è un processo da iniziare qualche mese prima della messa a dimora della pianta. Per entrambi i casi, ovviamente anche i concimi utilizzati devono essere specifici.

Esempi di piante acidofile: la maggior parte delle orchidee (fanno eccezione i paphiopedilum), le magnolie, camelie, azalee, ortensie, mirtilli, acero, sequoia, lillà, calle.

Esempi di piante calcicole: il gelso, il nespolo giapponese, il pino nero, il cotoneaster horizontalis, il bosso, il noce, il prunus, l’ippocastano, il ciliegio, le tamerici, il melograno, il pinus pinaster, il larice, il cedrus atlantica, il cupressus lambertiana, il leccio, l’olivo e l’oleandro.

Secondo parametro da tener presente tra le caratteristiche del substrato è la sua capacità di trattenere l’acqua. Come già detto nel precedente articolo della rubrica, ad eccezione delle piante che si sono evolute per ambienti palustri, le piante solitamente non gradiscono ristagno d’acqua. Occorre scegliere posizioni nel terreno dove non si accumuli acqua durante i temporali. Substrati che trattengono molta acqua possono creare dei marciumi radicali se innaffiate spesso o se in località con frequenti piogge. Per un terreno con questa caratteristica si può mitigare questa caratteristica aggiungendo sabbia o composti organici (sempre attenzione alla variazione di pH). Questi composti aumenteranno anche l’ossigenazione del terreno e le piante prospereranno molto meglio.

Le orchidee epifite (ci sono anche terricole) prediligono substrati molto areati. Nessun terriccio quindi. Solo corteccia di pino trattata per orchidee (senza resina che è tossica per le radici) pezzi di carbone (carbone vegetale per grigliate va benissimo).

Piante grasse di solito preferiscono substrati che trattengono pochissima acqua e ricchi di Sali minerali. Ci sono substrati specifici che hanno molto pietrisco/lapillo mescolato a terreno.

Domenico Simonetti

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Domenico Simonetti

Torinese classe 1977, ho studiato ingegneria meccanica al Politecnico e da 20 anni lavoro nel campo dei sistemi audio di alta qualità, ma da sempre la mia passione sono piante e fiori. Non è un caso se una parte dei prodotti elettronici che sviluppo sono proprio pensati per i sistemi di gestione del verde da remoto. Da una decina d'anni concentro la mia attenzione su orchidee e piante tropicali con una coltivazione anche personale di centinaia di specie diverse e cerco di aiutare molti appassionati a gestire al meglio la coltivazione delle loro piante.

Quattro chiacchiere in giardino
L'idea di questa rubrica è offrire semplici consigli agli appassionati (e non solo) per la gestione e la cura delle piante e dei fiori che un po' tutti teniamo in casa, sul balcone o in giardino. Per fare domande all'esperto potete commentare su Facebook sotto i link agli articoli.

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