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Attualità | 26 novembre 2019, 10:40

La Fabbrica del Chinino si allarga e apre la caffetteria sociale gestita da disabili

Venerdì 29 in via Montevideo anteprima del nuovo "caffè incluso", inserito nel progetto di ampliamento degli spazi "Maison&Dehor" tra via Taggia e via Montevideo

La Fabbrica del Chinino si allarga e apre la caffetteria sociale gestita da disabili

Dopo il caffè sospeso, arriva il caffè incluso, per coniugare formazione e sociale in uno dei ambienti più prossimi al nostro quotidiano. È la nuova iniziativa della Fabbrica del Chinino, centro diurno per disabilità in via Taggia 25/A, a Torino, gestito dalla Cooperativa Paradigma con l’Associazione Tablò e aperto a tutta la cittadinanza

Dopo gli inizi nel 2013, ora lo stabile ha avviato un processo di ampliamento degli spazi, che culminerà nella realizzazione del progetto “Maison&Dehor”: un’estensione della Fabbrica nei locali dell’adiacente via Montevideo 41, dove far crescere opportunità di integrazione e relazione, attività, laboratori e corsi, sulla scia della ristorazione sociale “Chinino Food”.

Verrà ufficialmente inaugurata nei prossimi giorni una caffetteria "leggera" appoggiata alla preesistente cucina, che genererà nuove opportunità di coinvolgimento diretto di persone disabili nella vita della Fabbrica. Sarà quindi direttamente la disabilità a coprodurre servizi e benessere per gli altri, applicando competenze nuove di zecca nel campo della ristorazione, da acquisire mediante un apposito percorso.

Promossa da Associazione Tablò con il sostegno della Circoscrizione 8, la formazione per gli operatori è partita proprio in queste settimane. Non ha l’obiettivo di creare professionisti del settore banco bar, ma di consentire a operatori dei servizi per la disabilità di Cooperativa Paradigma di acquisire le tecniche base di buona lavorazione del caffè. Saranno poi loro stessi a divenire “tutor” mediatori, trasferendo quell’esperienza alle persone di cui si prendono cura ogni giorno.

Vogliamo mostrare ai ragazzi – spiega il responsabile del progetto formativo, Antonio Quaratino – anche l’aspetto etico della lavorazione del caffè, non considerarlo solo dal punto di vista commerciale. Dietro al prodotto, infatti, ci sono storie di uomini che meritano di essere raccontate. Vorremmo che tutti fossero in grado di utilizzare la macchina del caffè con semplicità, trovando nuovi stimoli a sentirsi parte integrante di una vera squadra". 

Formarsi per poter formare, questo lo scopo del progetto, che vedrà la partecipazione nelle diverse fasi di alcune persone seguite da Cooperativa Paradigma. Come già per la felice esperienza di Chinino Food, tutti i frequentatori troveranno nella caffetteria un’alternativa, un complemento alle consuete attività svolte a fianco dei loro educatori. Rendendola magari motore di cambiamento.

Per il corso è stato inoltre realizzato dal laboratorio di restauro del centro diurno "Raccordi familiari" un bancone-carrello fatto con materiali di recupero.

La Circoscrizione 8 partecipa con piacere alla promozione di un progetto in cui crede molto – ha spiegato il coordinatore al lavoro Alessandro Lupi –, perché permette di unire il ramo professionale con la tutela sociale. Ottimo che i disabili possano lavorare in una caffetteria adeguatamente accompagnati da tutor”.

L'inaugurazione avrà lungo venerdì 29 novembre con l’apertura del Mercatino di Natale della Fabbrica e visita della location dalle ore 16.30, dove sarà possibile degustare il nuovo caffè. Il ricavato della vendita del mercatino andrà a sostenere il progetto “Maison&Dehor” e il percorso formativo della caffetteria. L’obiettivo è di raggiungere 353.300 euro entro il 2020.

A nascere, il prossimo anno, sarà una nuova comunità residenziale di 380 mq, con dodici posti letto – che prenderà il nome di “Legàmi” –, al primo piano della Fabbrica del Chinino. In più, saranno allargati i locali interni, con l’aggiunta di un cortile all’aperto per moltiplicare le attività aumentando le opportunità di “contagio” della comunità locale, su cui la Fabbrica ha sempre investito. E lo si fa a partire dal cibo, simbolo di condivisione per sua stessa natura.

Manuela Marascio

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