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Eventi | 09 dicembre 2019, 15:07

La scuola Pacchiotti-Revel di Torino vive la fratellanza italo-romena

Scambi culturali di successo. Per una settimana due anime della vecchia Europa si sono confrontate, mescolate e arricchite l’un l’altra

La scuola Pacchiotti-Revel di Torino vive la fratellanza italo-romena

Nell'ultima settimana di novembre la classe 3-a F della scuola media "I.C. Pacchiotti-Revel", in via Ottavio Revel 8, è stata protagonista di uno scambio culturale con ragazzi di una scuola romena.

Gli alunni italiani hanno ospitato a casa loro per una settimana i ragazzi coetanei della centenaria Scuola "Gheorghe Munteanu Murgoci" di Brăila, una città sul corso del Danubio. Nel maggio 2020 sarà il turno dei ragazzi italiani che si recheranno in Romania, a fare visita ai loro amici romeni.

L'istituto italiano non è al primo scambio culturale di questo tipo, come ci racconta Silvana Mariella, la professoressa coordinatrice, "la nostra scuola vanta ormai un'esperienza decennale di scambi culturali e progetti finanziati dalla Comunità Europea, nonché di collaborazioni con associazioni di volontariato no-profit, come l'AIESEC, che promuovono la mobilità di studenti da tutte le parti del mondo, così che entrino in contatto con i nostri ragazzi nelle classi, raccontandosi e trasmettendo loro la cultura del proprio paese di appartenenza. Abbiamo cooperato con scuole in Olanda, Finlandia, Francia (Corsica), Malta, Danimarca, Estonia, Polonia e, quest'anno, Romania."

Proprio per la numerosa comunità romena che vive a Torino, lo scambio culturale con la Romania ha anche un valore di conoscenza di una nazione che ormai fa parte del tessuto sociale della città piemontese. Sono circa 80 000 i romeni che hanno scelto Torino. "I progetti di scambio hanno per noi una importantissima finalità educativa e un potenziale di crescita formativa, per i nostri ragazzi, davvero notevole. Oltre all'uso della lingua inglese come pratico ed efficace strumento di comunicazione reale, lo scambio di ospitalità tra persone di paesi diversi consente loro di sperimentare in modo diretto e ravvicinato culture e modi di pensare differenti. Abitua i nostri ragazzi ad accettare e a vivere pacificamente il rapporto con gli altri, li proietta in un mondo che sta cambiando velocemente e sta diventando sempre più multiculturale, nonostante le paure e i pregiudizi di molti", continua la prof.ssa Silvana Mariella.

La settimana di scambio è stata fitta di impegni. Il programma suddiviso per la visita della città di Torino ha previsto attività al Palazzo Reale, al Museo del Cinema, dei Xchè e passeggiate lungo Po, abbinate a momenti di svago in mezzo alle famiglie italiane. Una giornata è stata dedicata a visitare il centro di Milano per tutti due i gruppi. Non è mancato neanche il tempo a scuola, con attività organizzate per approfondire le due culture. Mercoledì 27 novembre la scuola Pacchiotti-Revel ha ricevuto anche la visita di un delegato del Consolato Generale di Romania a Torino, il console Ion Calciu, che ha portato il saluto ufficiale agli alunni romeni e italiani, regalando ai ragazzi momenti di condivisione indimenticabili.

L'intervento del Consolato durante la settimana di scambio è stato anche frutto della collaborazione con l'Associazione italo-romena Ovidio di Chieri. Proprio qualche giorno prima che arrivassero gli alunni romeni da Brăila, due volontarie di Ovidio, su invito della prof. Mariella, sono state in classe 3-a F per illustrare ai ragazzi italiani un po' della storia e le tradizioni romene. Appuntamento di successo che ha suscitato interesse per i tanti punti comuni che le due culture europee tengono da molti secoli, fin dall'epoca traiana.

I veri protagonisti degli scambi culturali sono le famiglie, italiane e romene in questo caso. Come ci dichiara Silvana Mariella, "le famiglie sono per noi una componente fondamentale e attiva per la realizzazione di questi progetti. Il feedback che riceviamo dalle nostre famiglie è sempre molto positivo. Molto spesso accogliere un ragazzo di un altro paese nella propria casa ha anche un effetto aggregante sulla famiglia stessa." Una settimana intensa, di forte impatto emotivo e culturale, però piena di soddisfazioni.

Come hanno vissuto i ragazzi queste giornate intense? Abbiamo chiesto a loro cosa hanno imparato di nuovo e come si sono trovati con i loro coetanei romeni.

"Ho imparato molto da questa esperienza e manca ancora la parte più bella! Ho avuto modo di riflettere e ho appreso che alla fine, in qualsiasi parte del Mondo tu sia, qualsiasi sia la tua razza o la tua religione, i sentimenti sono gli stessi, la voglia di fare ci accomuna e anche l’amore per la scoperta e per il viaggio. Se siete arrivati fino a questo punto e magari siete genitori incerti sul far partecipare i vostri figli a uno scambio culturale, la mia risposta è un grandissimo sì. Serve, fa staccare gli occhi dalla prigione del cellulare e la mente dalle preoccupazioni scolastiche. Attendo impazientemente la partenza per la seconda parte dello scambio e intanto mi tengo in contatto con la mia corrispondente vivendo la mia vita usuale." (Maria Giulia Biino 3^F).

C'è chi ha vissuto dei dubbi iniziali, chi ha provato ansia e timidezza, curiosità oppure gioia. Però tutti sono rimasti contenti dell'esperienza vissuta. Sabato 30 novembre, quando i ragazzi romeni sono stati accompagnati all'aeroporto dai loro ormai amici italiani, tutti si son promessi di rimanere in contatto fino a maggio prossimo, e gli abbracci e i lacrimoni non sono mancati.

"Sapevo che mi sarebbe mancato provare a me stessa e al mondo intero, o almeno alle persone con cui ho parlato di questo progetto, che tutti i pregiudizi sulla Romania sono infondati e ingiusti." (Carlotta Fantozzi)

In conclusione, la prima parte del progetto di scambio è stato un successo per le scuole, per le famiglie, per gli alunni e anche per i docenti impegnati.

È stata un’esperienza vantaggiosa per ospiti ed ospitanti. Gli ospiti hanno avuto la possibilità di vedere le meraviglie della nostra terra, assaggiare le delizie della nostra tavola e di godere dell’inconfondibile stile di vita italiano. Invece gli ospitanti hanno visto la città con gli occhi di uno straniero, consentendo di correggere quella miopia che spesso ci impedisce di cogliere appieno le meraviglie di casa nostra. Questa iniziativa serve a porre le basi per una nuova generazione di cittadini che dialogano tra di loro in inglese, come lingua, e che non hanno paura di un confronto con diverse realtà culturali, insomma, che sono disposti a vivere e a viaggiare liberamente in un continente senza barriere e senza ostacoli. In fondo la sfida della 3^F è tutta qui!! "(Francesca La Sala).

Irina Niculescu

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