Economia e lavoro - 23 dicembre 2019, 07:10

Il rebus dei fondi europei: l'83,6% delle imprese piemontesi non ci ha mai nemmeno provato

Secondo l'indagine presentata dalla Camera di Commercio di Torino e Unioncamere, a spaventare sarebbero disinformazione o complessità delle procedure

I Fondi europei? Per più di otto imprese piemontesi su dieci, si tratta di un rebus senza soluzione. Arabo, per sintetizzarla. Lo dice l'ultimo report regionale sui fabbisogni delle imprese rispetto ai finanziamenti targati Ue presentato da Unioncamere e da Camera di Commercio di Torino.

Il dato più sconfortante è che, tra tutte le province della nostra regione, ben l'83,6% delle aziende non ha mai partecipato ai bandi, sia per una questione di disinformazione, sia per la complessità delle procedure.

Un vero controsenso, visto che proprio l'ente camerale torinese ha attivato un servizio gratuito proprio su questi temi. “In qualità di Antenna territoriale, in questo anno e mezzo di attività abbiamo organizzato una serie di incontri volti non solo a presentare il progetto e gli strumenti, ma anche a svolgere quella funzione di ascolto utile a far emergere i reali bisogni dei territori - afferma Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino. – In questo ambito si colloca l’indagine che abbiamo realizzato sul tema dei finanziamenti europei: solo il 16,6% delle nostre imprese riesce a partecipare ai progetti, lamentando difficoltà nell’accesso alle diverse procedure. Per questo in Camera di commercio offriamo consulenza gratuita, dalla prima informazione alla compilazione della domanda, fino alla rendicontazione. Con questo servizio, gratuito per le imprese, negli ultimi 3 anni abbiamo registrato una ventina di casi di successo”.

Dunque, chi ha risposto "presente" ai bandi (anche con l'aiuto degli esperti camerali) ha partecipato nell’ultimo quinquennio a un totale di 136 bandi. I settori più coinvolti sono l’industria manifatturiera e i servizi alle persone, mentre, se l’analisi si effettua guardando la dimensione imprenditoriale, sono le medie imprese le più attive (il 72,5% ha utilizzato finanziamenti europei; 106 bandi).

Il 66,3% delle imprese fruitrici ha partecipato a bandi su ricerca e sviluppo e il 18,8% ha preso parte a quelli orientati all’internazionalizzazione, con risultati positivi per oltre un’impresa su due in termini di innovazioni di prodotto/servizio. Tra i principali benefici spicca anche l’attivazione di collaborazioni con le Università e i centri di ricerca (il 36,3% delle imprese) e il potenziamento delle competenze del personale (31,3%).

Sono invece l’83,4% le rispondenti che hanno dichiarato di non aver beneficiato dei finanziamenti europei. Il principale motivo per cui non hanno potuto accedere ai bandi è la mancanza di un’informazione tempestiva e puntuale sulla pubblicazione del bando (45%), seguito da finalità dei bandi troppo distanti dall’attività dell’impresa e dalla complessità dell’iter di presentazione e rendicontazione.

Indipendentemente dalla partecipazione o meno, ben il 24,9% dei rispondenti dichiara difficoltà nell’approccio ai contenuti dei bandi e alle modalità di accesso.  La prima problematica riscontrata è l’elevata complessità/difficoltà nell’adempiere alle richieste (57%). Il secondo aspetto riguarda i tempi troppo lunghi, a seguire le soglie di accesso giudicate troppo alte.

Per agevolare l’accesso ai finanziamenti, la parola chiave è semplificazione: il 41,6% delle imprese, infatti, chiede alle PA un utilizzo di un linguaggio e di una modulistica più semplici, a cui si affianca la disponibilità di documentazione amministrativa standard. Di rilevanza è anche l’assistenza alle imprese, sia essa tecnica per l’accesso ai bandi, sia in termini di programmazione sulle tempistiche di avvio.

In sintesi, un’informazione tempestiva sulle opportunità di finanziamento (57%), l’assistenza nell’adempimento delle pratiche amministrative e il supporto nell’elaborazione e redazione dei contenuti del progetto sono le prime tre istanze espresse dalle imprese aderenti all’indagine.

In questo panorama la Camera di commercio di Torino offre una risposta efficace alle questioni più “calde”: informazione mirata e tempestiva, assistenza qualificata e gratuita nella presentazione delle proposte, orientamento nell’elaborazione e valutazione dei contenuti progettuali. È attivo infatti presso l’ente camerale un servizio gratuito di supporto alla partecipazione ai bandi europei. In particolare, sul programma H2020 dedicato a ricerca e innovazione, il focus è l’analisi gratuita delle proposte progettuali nonché l’orientamento nella scelta del programma finanziario più adeguato alle necessità di ciascuna azienda; un servizio importante e richiesto, che negli anni ha portato molti riscontri positivi, con una ventina di casi di successo, ovvero aziende vincitrici di consistenti finanziamenti europei.

La Camera di Torino è inoltre partner della rete EEN (Enterprise Europe Network) creata dalla Commissione Europea per supportare l’attività imprenditoriale e la crescita delle imprese europee, in particolare delle PMI. La rete si articola in circa 600 punti di contatto (organizzati in consorzi) in oltre 50 Paesi. Grazie alla rete EEN, è possibile trovare partner europei per la partecipazione congiunta a progetti europei finanziati.

In qualità di Sportello APRE, inoltre, la Camera di Commercio, svolge poi attività di informazione, documentazione e assistenza ad imprese, università e ad altri organismi interessati a partecipare alle opportunità di finanziamento e di collaborazione in campo scientifico-tecnologico. Infine l’ente camerale è in contatto sul territorio con i principali atenei e incubatori e offre regolarmente opportunità di formazione con seminari e workshop.

Info su www.to.camcom.it/ALPS.

Massimiliano Sciullo