Cultura e spettacoli - 09 gennaio 2020, 11:24

Al teatro Vittoria in concerto Philipp Kopachevsky

Appuntamento fissato per il 12 gennaio alle 16.30

Domenica 12 gennaio 2020, presso il eatro Vittoria alle ore 16.30, debutta nella stagione dell’Unione Musicale il pianista russo Philipp Kopachevsky, tra i talenti più folgoranti usciti negli ultimi anni dal prestigioso Conservatorio Čajkovskij di Mosca.

 

Nato nella capitale, classe 1990, Kopachevsky si è distinto in numerosi concorsi internazionali tra cui il Concorso Franz Schubert (Germania) e il Concorso di Enschede (Paesi Bassi) ed è coinvolto come solista nel progetto “Stars of the 21st Century” organizzato dalla Moscow State Academic Philharmonic.

La sua intensa carriera concertistica lo ha portato a esibirsi nelle più importanti sale da concerto del mondo, collaborando con direttori come Valery Gergiev, Vladimir Spivakov, Mikhail Pletnev e Yuri Simonov. La critica mondiale gli riconosce «una personalità potente e un lirismo immediato, tipico di una visione romantica del mondo». Il suo modo di suonare rivela «rara maturità, comprensione e immaginazione e la sua tecnica senza limiti è completamente al servizio dell’espressione delle sue idee musicali forti e originali».

 

Il programma del concerto è un viaggio nel cuore della letteratura pianistica romantica e si apre con Carnaval op. 9, opera cruciale della poetica di Schumann, composta nel biennio 1834-35. Si presenta come una raccolta di 21 pezzi brevi e contrastanti, variazioni di un unico frammento melodico corrispondente, nella notazione tedesca, alle lettere della parola ASCH (cittadina boema patria di Ernestine von Fricken, ragazza allora amata da Schumann). Una sfilata carnevalesca di soggetti diversi, attraverso i quali si dipana il pensiero creativo del compositore, una varietà di accenti emotivi, di colori e stati d’animo propria dell’arte e della vita.

Il secondo autore in programma è Franz Liszt, di cui Kopachevsky propone lo struggente Isoldes Liebestod, trascrizione pianistica della celebre e drammatica aria finale dell’opera Tristano e Isotta di Wagner; il brano fu realizzato nel 1867, due anni dopo la prima rappresentazione dell’opera a Monaco.

A seguire la brillante Rapsodia ungherese in mi maggiore, decimo brano di una raccolta pubblicata in un ampio spazio di tempo, dal 1851 al 1886, con la quale Liszt contribuì ad accrescere i contatti tra la musica colta e la musica popolare.

La seconda parte del concerto è un omaggio a Chopin, a partire dalla celebre Polacca in la bemolle maggiore op. 53 “Eroica”, composta nel 1842, perfetta sotto il profilo strutturale e talvolta fraintesa sotto quello musicale. Chopin stesso ebbe a constatare la tendenza da parte degli interpreti a far prevalere il taglio virtuosistico su quello espressivo. Una pagina dove il “sentimento”, la coscienza nazionalista, si traduce in un amor patrio drammatico e rivoluzionario, all’incrocio fra l’appello collettivo e il grido personale di libertà.

Seguono due brani di natura più intima, la Berceuse (1844-45), una pagina evanescente costituita da una serie di variazioni su un brevissimo tema flessuoso che si fa poesia pura e la Barcarola (1845-46), fra le vette assolute dell’arte chopiniana per il suo carattere di ombrosa segretezza e di inedita esplorazione timbrica; un brano che presenta un notevole interesse per la novità delle invenzioni e la varietà dei giochi armonici e contrappuntistici.

In conclusione Kopachevsky eseguirà due dei 4 Scherzi di Chopin - il n. 2 in si bemolle minore op. 31 e il n. 3 in do diesis minore op. 39 –, brani scritti nell’arco di oltre un decennio (dal 1831 al 1842) con i quali il compositore polacco inventa un genere musicale che dello scherzo della sonata classica mantiene solo la forza dinamico-espressiva e il ritmo tripartito. Rivestito a nuovo, lo scherzo di Chopin è caratterizzato dalla presenza di spunti autobiografici, slanci impetuosi e appassionati, citazioni folkloristiche e ricercatezza armonica, oltre che da un accentuato virtuosismo.

comunicato stampa