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Pubblicato da Torino Oggi su Martedì 5 maggio 2020

Immortali | 03 marzo 2020, 07:35

Granata e bianconeri: "tregua olimpica" per fare memoria della tragedia di Superga

Come si usava nell'antichità, ci devono essere momenti e luoghi in cui si lascia da parte la rivalità

Granata e bianconeri: "tregua olimpica" per fare memoria della tragedia di Superga

Sembra ieri che eravamo tutti insieme, coi fratelli del Museu Benfica, del Museo River e del Museo Fiorentina, con il direttore di Tuttosport e con gli amici del Juventus Museum, a Superga, il 3 maggio, a inaugurare la targa voluta dal Museo Fiorentina per ricordare gli Immortali e celebrare la fratellanza tra granata e viola.

Un gesto dal grande valore simbolico, per l'omaggio ad una squadra che per la sua grandezza raccolse il consenso di tutti gli sportivi e per la sua fine tragica entrò nel cuore di tutto il mondo. Ed al contempo un gesto di grande condivisione umana, a ricordare che, al di là delle ovvie rivalità sportive in campo, al di fuori di esso lo sport deve affratellare, non dividere.

Si, avete letto bene, ho proprio scritto “amici del Juventus Museum”, non è stato un errore o una svista.

Come ogni granata doc, ovviamente, non nutro simpatia per i colori bianconeri e vivo intensamente la rivalità cittadina, non risparmiando pesanti ma scherzosi sfottò agli amici dell'altra sponda.

Ma come ogni persona intelligente, senza preconcetti, so apprezzare un gesto di grande civiltà, come quello compiuto dai dirigenti del museo bianconero, con la loro presenza a Superga, lo scorso tre maggio.

Non mi stancherò mai di ricordare a tutti i fratelli granata che, al funerale del Grande Torino partecipò col suo gonfalone, portato dai ragazzi del settore giovanile, la Juventus al completo, con i giocatori della prima squadra che in lacrime portavano a spalla le bare dei loro rivali ed amici granata.

E proprio per questo, mi chiedo e vi chiedo se i tempi non siano maturi per avere, finalmente, dopo tanti anni, anche una delegazione di tifosi bianconeri che il 4 maggio possano venire, nel rispetto di tutti i granata presenti, a portare un mazzo di fiori ed il loro omaggio, alla lapide coi nomi dei trentuno caduti, come io faccio da anni, nel pieno rispetto di tutti i bianconeri presenti, alla commemorazione delle trentanove vittime dell’Heysel.

Credo che da parte nostra sarebbe ora di capire che, esattamente come si usava nell'antichità con la “tregua olimpica”, ci debbano essere dei momenti e dei luoghi in cui si lasci da parte la rivalità, perfino l'odio, anche se è brutto usare questa parola in ambito sportivo, benché qui lo sportivo abbia travalicato nel sociale, e si consenta ai buoni sentimenti come il rispetto per il reciproco dolore, di avere la meglio. Spazi in sui dimostrare che ci sono differenze tra gli uomini che hanno dei valori e gli infami che non ne hanno.

Nel suo Riccardo III, William Shakespeare scriveva che “Non c'è belva tanto feroce che non abbia un cuore e qualche senso di pietà. Ma io non ne ho alcuno, sicché non sono una belva.”

A volte l'uomo sa dimostrare di essere peggiore dei più feroci animali.

Ma noi siamo diversi.

Domenico Beccaria

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