/ Attualità

Attualità | 03 marzo 2020, 18:31

A Roure la prima laurea online: «Ci voleva il coronavirus e la neve...»

L’emergenza sanitaria e l’esperienza di Federica Marchetti, studentessa del Politecnico di Torino

A Roure la prima laurea online: «Ci voleva il coronavirus e la neve...»

«Nonostante il contesto fosse particolare, e fossimo nel bel mezzo di un’emergenza, è andato tutto molto bene e la tecnologia ci è stata di aiuto per ridurre le distanze». Federica Marchetti è stata una delle prime laureate “in remoto”, con la formula introdotta lunedì dal Politecnico di Torino. Marchetti ha 24 anni, abita a Scalenghe, ma nei fine settimana è sempre nella sua seconda casa a Roure e ha deciso proprio di laurearsi dal piccolo Comune della Val Chisone.

«Ero lì per il week end e ho deciso di fermarmi anche per la discussione» racconta. Lei doveva passare per penultima nella sezione di lunedì 24 febbraio. Doveva laurearsi in Architettura, nell’indirizzo magistrale “Pianificazione territoriale, urbanistica e paesaggistico-ambientale”, con una tesi dal titolo “Innovazione degli strumenti per il governo sostenibile del territorio. Dai servizi ecosistemici alle letture strutturali: l’esperienza del progetto LOS_DAMA!”, in sostanza affrontava le modifiche al piano regolatore comunale tenendo presente le risorse ambientali.

L’esplosione del caso coronavirus, però, ha scompaginato i piani: «Ho saputo domenica 23 febbraio alle 14 che era saltata la discussione e questo ha scombussolato un po’ tutti». L’università ha chiuso per evitare assembramenti per ragioni sanitarie e durante la settimana ha cercato una soluzione, che è stata comunicata venerdì: «A me e agli altri sei candidati è arrivata la mail che ci comunicava che la nostra discussione si sarebbe tenuta online, lunedì mattina, con lo stesso calendario» spiega.

Il tutto è stato reso possibile da un programma offerto dal Politecnico: «Vedevamo la commissione riunita, gli altri candidati e potevamo proiettare le slide» rivela Marchetti, che a casa sua a Villaretto Chisone ha radunato parenti e amici per vivere con loro questo momento importante e ha usato il cellulare del fidanzato Simone Allaix, vicesindaco del paese, come hotspot per non avere sorprese spiacevoli durante la connessione.

«La sera prima ero agitata, come è normale che fosse, ma il fatto di essere a casa, in un ambiente famigliare mi ha confortato». Il risultato alla fine è stato di 110 su 110 e Marchetti ha riassunto questa singolare esperienza in una battuta sul suo profilo Facebook: «Ci voleva il coronavirus e la neve per farmi laureare».

Marco Bertello

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium