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Cronaca | 05 marzo 2020, 10:40

Coronavirus: "La mia vita in quarantena. Per fortuna tra pochi giorni ho finito e torno al lavoro"

Dall'attività da casa all'insolita presenza di tutta la famiglia, visto che anche le scuole sono chiuse: ecco il racconto di una delle persone che in questi giorni sta osservando il periodo di isolamento fiduciario

Coronavirus: "La mia vita in quarantena. Per fortuna tra pochi giorni ho finito e torno al lavoro"

"Tecnicamente sono un contatto di contatto, quindi non mi hanno fatto il tampone. Ma mi hanno detto di rimanere a casa per i giorni necessari a scongiurare ogni eventuale contagio".
Chi parla è una delle persone che in questi giorni di psicosi-Coronavirus vive a Torino in una specie di limbo, una via di mezzo tra chi viene curato e assistito direttamente dagli esperti del servizio sanitario e chi, invece, si dedica a evitare di finire in situazioni rischiose. A., poco più che quarantenne e un lavoro da professionista, deve stare suo malgrado alle regole e alle limitazioni imposte dalla situazione. "Fortunatamente, se non succederanno novità, tra poco sarà il mio ultimo giorno di quarantena".

Come ha scoperto di dover fare la quarantena?
"Dopo i primi giorni in cui tutti siamo venuti a sapere di questa situazione, ho ricostruito di essere entrato in contatto con una persona che ora risulta positiva, anche se in attesa del responso dal Ministero. Allora ho preso contatto con il mio posto di lavoro e, di conseguenza, sono stato messo in contatto con l'Unità di crisi. Ricostruendo l'intera vicenda, mi hanno detto di rimanere a casa in quarantena".

Le hanno dato istruzioni al telefono?
"Anche, ma mi è pure arrivata una mail con le istruzioni e ho cominciato ad attenermi a quelle. C'è pure una scheda che devo compilare giorno per giorno con le diverse misurazioni della temperatura corporea. Per fortuna, fino a oggi tutto bene".

E con il lavoro come fa?
"Trovo il modo di lavorare da casa, anche se non è come essere in ufficio".

E con la famiglia?
"Il consiglio è di limitare al massimo i contatti, di dormire in un letto isolato e così sto facendo. I piccoli di casa sono incuriositi dal fatto di vedermi sempre con loro, soprattutto perché in questo momento non vanno a scuola e quindi è tutto un periodo speciale, ai loro occhi. Mia moglie si lamenta (ride, ndr) e mi prende in giro perché ovviamente, dovendo limitare i contatti, non posso nemmeno dare una grossa mano in casa".

I suoi genitori sono preoccupati?
"Un po' all'inizio. Ma ero piuttosto io a essere preoccupato per loro, così come per i miei suoceri, soprattutto nei primi giorni dopo la comunicazione della quarantena, perché essendo in un'età più a rischio temevo il rischio di averli contagiati nel periodo immediatamente precedente, quando ancora non sapevamo nulla. Col passare del tempo, però, ci siamo tranquillizzati".

Massimiliano Sciullo

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