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Attualità | 11 marzo 2020, 10:20

Coronavirus, Cirio: "Pronti a chiudere il Piemonte". Ipotesi stop ai negozi, ditte e mezzi trasporto

Se venisse accettata la proposta rimarrebbero aperti solo alimentari e farmacie. Misure richieste dal governatore Lombardo Fontana perchè il sistema sanitario sta “arrivando ai limiti” massimi di stress

Coronavirus, Cirio: "Pronti a chiudere il Piemonte". Ipotesi stop ai negozi, ditte e mezzi trasporto

Anche il Piemonte è pronto a chiudere per l’emergenza Coronavirus. Dopo la diretta Facebook nella serata di ieri, questa mattina il Presidente della Regione Alberto Cirio ha ribadito il suo pensiero a Radio 24.

Se il governo deciderà che la Lombardia farà questo passo – ha detto – credo che anche il Piemonte dovrà in qualche modo essere compreso”. “Se le parole del presidente Fontana – ha poi aggiunto – vanno nella direzione di chiudere tutto, credo che a questa riflessione vada prestata grandissima attenzione. E’ per questo che l’ho sottoposta all’unità di crisi e al comitato scientifico regionale, per avere già oggi un parere da trasmettere al governo”.

La proposta del governatore Fontana è di inasprire ulteriormente le attuali misure, sul modello di quanto fatto nei primi giorni nella zona rossa di focolaio di Codogno, che in questo momento è l’unica dove cala il numero di contagi da Coronavirus.

Tradotto l’idea della Lombardia è quella di chiudere le fabbriche, gli uffici e i negozi che non vendono beni di prima necessità: resteranno aperti quindi gli alimentari e le farmacie. Ridotti allo stretto necessario i servizi di trasporto. Misure necessarie per il governatore lombardo perché il sistema sanitario sta “arrivando ai limiti” massimi di stress e quindi non sarebbe in grado di accogliere e sopportare nuove ondate di malati.

Una criticità messa in luce anche da Cirio, che questa mattina ai microfoni di Radio 24 ha spiegato:”dai nostri dati epidemiologi risulta che il Piemonte è 7-8 giorni indietro rispetto a quanto accaduto in Lombardia. Con il problema che noi abbiamo una popolazione più anziana. L’incidenza dei ricoveri in terapia intensiva è di 15 casi su 100 rispetto agli 8/10 della media nazionale”. “Significa – ha aggiunto il governatore – che stiamo correndo più forte nella stessa direzione di una regione che ha vissuto prima di noi questa esperienza”.

Oltre a Cirio, anche il Presidente del Veneto Luca Zaia si è detto favorevole ad un’ulteriore stretta.

Cinzia Gatti

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