Il Salotto di Madama Giovanna | 15 marzo 2020, 14:02

Quando la capitale passò a Firenze, Torino si consolò con le "Gianduieidi"

Ecco come e quando è nato il gianduiotto, emblema della città sabauda almeno quanto la Mole: un simbolo della rinascita dopo un periodo buio

Quando la capitale passò a Firenze, Torino si consolò con le "Gianduieidi"

Una buona sovrana deve sapere come tirar su il morale del suo popolo. Io mi davo alle feste di piazza, ma riconosco che a volte mi scappava un po' la mano sul celebrare me stessa. Come darmi torto!

Certo, ammetto che la trovata migliore non appartiene al mio tempo, ma ho dovuto attendere quasi due secoli per avere la festa perfetta.

La storia che voglio raccontarvi oggi inizia, infatti, nel 1865, quando a gennaio viene presa la nefasta decisione di spostare la capitale del Regno dalla nostra amata Torino a Firenze. Potete immaginare la confusione e lo scontento che si crearono in città per la perdita del primato. Ci furono infatti sommosse violente e addirittura uccisioni di manifestanti nelle piazze; la situazione stava sfuggendo di mano e quindi nel 1867 l’amministrazione comunale decise di indire le "Gianduieidi" stanziando circa 5mila lire (pari ai vostri 20mila euro di oggi, almeno così i miei fidi segretari di Turin Tour mi suggeriscono).

Si era nel periodo carnevalesco e venne chiesto alla maschera più famosa, Gianduja, di presenziare e lanciare dei cioccolatini,  che all'epoca erano chiamati “Givu” (piccolo pezzo, mozzicone). Come vi raccontai la volta scorsa, fui proprio io, due secoli prima, a dare la patente al primo cioccolataio, e così la tradizione del cioccolato era continuata in città, facendo diventare Torino un centro di eccellenza nella produzione, e di questo dovete darmi atto…fui una reggente lungimirante. Ma non voglio perdere il filo del discorso cadendo nel tranello dell'auto-celebrazione. Dunque ero rimasta a Gianduja, la maschera per eccellenza torinese; lui con le sue guance baffute, il naso rosso e in mano il boccale di vino detto "douja" rassicurava il popolo con il suo fare benevolo e gentile. Proprio in suo onore venne dedicata questa festa e da allora quei cioccolatini prelibati da nome Givu, appunto, vennero poi chiamati “Gianduiotti”. E vennero anche “vestiti” con la carta dorata, divenendo il simbolo della rinascita di Torino, dopo quel periodo buio.

I miei amici di Turin Tour mi dicono che in questi giorni state tutti vivendo giornate difficili… vorrei darvi qualche consiglio, come quello di confortarvi con le buone chiacchiere tra amici e il buon cibo. A proposito: voi, miei ospiti del VentiVenti…ditemi: quando assaggiate un Gianduiotto lo mangiate a piccoli morsi o lo gustate intero con calma sognante? Avrei voluto tanto poter provare.

Turin Tour

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Il Salotto di Madama Giovanna

Il salotto è la parte della casa dedicata al tempo libero; ci si coltivano le proprie passioni, come la lettura o la visione di un grande classico del cinema. Ma in salotto si accolgono anche gli amici; si conversa, ci si confronta e si passano ore spensierate.
Insomma, il Salotto è la stanza preferita anche da noi, che di nome facciamo Turin Tour. Siamo in cinque, ci conosciamo da nove anni e abbiamo una passione che ci ha legato fin dall’inizio: la nostra città. Di professione facciamo le guide turistiche, siamo innamorati di tutto quello che gravita intorno alla prima Capitale d’Italia e crediamo che conoscere la nostra storia e le nostre origini sia fondamentale per capire la città oggi sotto tanti punti di vista. E dunque abbiamo pensato di creare un Salotto virtuale, così da poter parlare di tutto quello che ci passa per la mente che sia legato a Torino: è il Salotto di una Madama Reale, Maria Giovanna Battista di Savoia (1644-1724). Da vera padrona di casa, vi accoglierà e vi delizierà con interessanti racconti di una Torino che è stata, che è e che sarà.

Info: turin-tour.com

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