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| 28 marzo 2020, 11:53

La «durissima battaglia» del Rifugio Re Carlo Alberto di Luserna San Giovanni

Dopo il caso di un ospite malato di Covid-19, il segretario esecutivo della Diaconia valdese Csd spiega le misure messe in campo

La «durissima battaglia» del Rifugio Re Carlo Alberto di Luserna San Giovanni

«È una situazione molto difficile e tragica e, come è sempre successo in questi anni, crediamo che la solidarietà e la vicinanza della comunità del territorio saranno la forza che ci permetterà di affrontare nel modo migliore possibile i prossimi giorni che, temiamo, non saranno facili». Le parole di Gianluca Barbanotti, segretario esecutivo della Diaconia valdese Csd, contenute in un comunicato, testimoniano il momento complicato che sta attraversando il Rifugio Re Carlo Alberto di Luserna San Giovanni, che « così come le altre strutture della Diaconia Valdese, così come tutte le strutture per anziani presenti nelle zone dell'emergenza sanitaria, sta combattendo una durissima battaglia».

Al Rifugio, una struttura specializzata per i malati di Alzheimer, lunedì scorso è stato registrato un caso di Covid-19, accertato dopo il ricovero in ospedale a Pinerolo di un ospite con problemi respiratori, che è mancato nella notte, ma da alcuni giorni ci sono ospiti con la febbre: «Anche mio padre ce l’ha e speravamo facessero il tampone a tutti – raccontava il figlio di un ospite un paio di giorni fa –. Dalla direzione della struttura, però, ci hanno spiegato che l’Asl giovedì ha detto che avrebbe fatto il tampone solo a chi presentava crisi respiratorie e gli ospiti con la febbre, come richiesto dalle autorità sanitarie, sono stati isolati». Ieri però c’è stata la svolta a livello regionale: l’assessore piemontese alla Sanità Luigi Genesio Icardi ha annunciato che verranno svolti test sierologici su tutti i dipendenti e gli ospiti delle Rsa.

Intanto il Rifugio ha continuato a prendere precauzioni e seguire le procedure dettate dalle autorità sanitarie: «Per la tutela degli ospiti e degli operatori è stato fatto e stiamo facendo tutto il possibile – puntualizza Barbanotti –. Si fanno dei controlli quotidiani sulla salute degli operatori; sono stati cooptati operatori di altri servizi per rinforzare l'equipe; si sono reperite, in mezzo a mille enormi difficoltà i presidi come mascherine, guanti e così via, per tutelare la salute di ospiti e operatori; abbiamo offerto ai nostri operatori che preferiscono non rientrare a casa, in famiglia, la possibilità di essere ospitati in una nostra struttura ricettiva».

Marco Bertello

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