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Cultura e spettacoli | 02 aprile 2020, 08:35

La Compagnia EgriBiancoDanza coreografa lo spazio domestico: "Le nostre case raccontano chi siamo"

Appuntamento venerdì 3 aprile, ore 21, sui canali social e YouTube, con la nuova performance #HOMESWEETHOME ideata da Raphael Bianco

La Compagnia EgriBiancoDanza coreografa lo spazio domestico: "Le nostre case raccontano chi siamo"

La rassegna #IPUNTIHOME, calendario di appuntamenti on line della Compagnia EgriBiancoDanza, prosegue venerdì 3 aprile, alle ore 21, con un evento molto speciale. Accedendo direttamente al canale You Tube o agli account Facebook e Instagram, il pubblico da casa potrà immergersi in  #HOMESWEETHOME, una video performance di danza ideata da Raphael Bianco, che si interroga sullo spazio domestico e su come viene vissuto dai danzatori in questo momento di sosta forzata lontano dalla sala prove.

“Da sempre - spiega Bianco - l’arte in tutte le sue forme ha reagito alla frustrazione delle limitazioni e delle costrizioni, all’inquietudine dell’emergenza e alla visione di scenari apocalittici, liberando nuove energie e intuizioni. Approfittiamo  anche noi  di questo momento di sosta forzata per sfruttare quello che ci viene dato o meglio restituito: il nostro spazio domestico. Proprio lo spazio della nostra casa nasconde e  rivela dimensioni che forse davamo per scontate, momenti di incontro con noi stessi e tutti gli spazi, oggetti  e ricordi che definiscono,  occupano e permeano la nostra casa".

"In un gioco inconsueto per la creazione coreografica, che da sempre richiede una ricerca gestuale rigorosamente dal vivo, abbiamo utilizzato quello che l’odierna tecnologia ci offre, cellulari e canali social, per comunicare inviare video di prova, feedback coreografici. Ecco che cucine, letti, bagni, porte, finestre e  divani,  assumono altro valore e ci raccontano chi siamo poiché in loro sono impresse le nostre tracce, a cui solo distrattamente, nel quotidiano affannoso e distratto di una vita spesso frenetica, diamo peso,  ma che sono specchio della nostra anima".

"Un’occasione per noi e per il pubblico - conclude - di vivere meno tristemente questa condizione di stasi, restando a  casa condividendo le curiosità e il  ribollire di idee, l’effervescenza del pensiero e i ricordi,  la riflessione dinamica  di corpi danzanti, il senso della nostra dimora, che da prigione può diventare un luogo intimamente magico dove ritrovare parti di noi stessi con cui a volte temiamo il  confronto.”

Manuela Marascio

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