Perù, Turchia, Bangladesh e Italia: sono questi i paesi di provenienza delle vincitrici del Concorso letterario nazionale Lingua Madre, quest’anno giunto alla sua quindicesima edizione.
La prima classificata è Yeniffer Lilibell Aliaga Chávez con il racconto Mille e una luna
(Perù). Questa la motivazione della giuria: «Per il modo in cui delinea un’identità di confine, multiforme, e un possibile dialogo tra generazioni e modi di vita diversi. Un racconto intenso ed equilibrato, giocato fra immagini nitide, luminose della terra di origine e di madri reali e simboliche. Una vera e propria sinfonia di parole scritta su un pentagramma di emozioni e di travolgenti moti dell’anima. Il racconto rievoca colori e profumi ancestrali, come ancestrale è il rapporto con la abuela, la sua saggezza e delicatezza, nel trasferimento di sentimenti e sensazioni tra donne di generazioni lontane. Le radici si confondono con la modernità dei voli aerei e del riconoscimento consapevole della propria omosessualità. Sullo sfondo immaginifiche piante di cacao e platano, stoffe colorate e canzoni messicane. La luna, mille e una sola, sopra ogni cosa».
Al secondo posto, ricevendo anche il Premio Speciale Consulta Femminile Regionale del Piemonte, Berivan Görmez e Alessandra Nucci con il racconto I regni di Berivan (Turchia e Italia). Con la seguente motivazione: «Una materia incandescente è raccontata con scrittura intensa ma priva di enfasi e sentimentalismi: dura, quasi. L’alternanza di due momenti, quello della memoria e quello scenico, dà profondità al racconto ed evidenzia come la costruzione dell’identità non sia mai un percorso lineare. Efficace la scelta di teatralizzare il testo: la prosa del racconto si alterna alle descrizioni delle scene che permettono così visualizzazioni plastiche di ambiente che, nella loro oggettività, rendono ancora più cruda la violenza operata ai danni del popolo curdo di cui si narra. La brutalità della storia interrompe l’arte, uno dei prodotti più alti degli esseri umani, i desideri di lei bambina, la vita. Ben evidenziata risulta inoltre la parabola migratoria di colei che scrive. Una rara testimonianza curda di prima mano».
Infine, raggiungono il terzo scalino del podio Tahmina Akter e Alice Franceschini con il racconto Vulnerabile (Bangladesh e Italia). E così i giurati si sono espressi: «Per la narrazione controllata e il crescendo di tensione e drammaticità. Per l’efficacia del racconto nel racconto, in cui l’io narrante, donna mediatrice linguistica in questura, presenta l’incontro con Sayra, profuga siriana che a sua volta racconta se stessa davanti a lei e ai funzionari di polizia. Per la capacità di mettere a tema la violenza contro le donne quale crimine inaccettabile. La prosa incalzante e il linguaggio diretto sviluppano la struttura narrativa con personalità e originalità, svelando un sistema Italia rigido e con leggi restrittive, che tuttavia funziona e si attiva per i destini tragici. Sono espressi in modo persuasivo i movimenti di presa di coscienza, le sensazioni e le oscillazioni dell’animo di una donna profondamente ferita dalle violenze subìte. Ammirevole la modalità narrativa, il coraggio di raccontare quelle drammatiche esperienze, la speranza che le pagine di questo racconto, nonostante tutto, riescono a comunicare nella descrizione del passaggio dal buio della violenza alla luce del ritorno alla vita, che si riprende il proprio posto».
A questi si aggiungono gli altri riconoscimenti: Premio Sezione Speciale Donne Italiane a Silvia Favaretto con il racconto La pietra di Sisifo; il Premio Speciale Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Nadia Kibout con la fotografia Ombra di memoria (Francia/Algeria); il Premio Speciale Slow Food Terra Madre a Corina Ardelean con il racconto L’altra forma dell’amore (Romania); e il Premio Speciale Torino Film Festival a Narcissa V. Ewans con il racconto L’usignolo nel frutteto di ciliegie non cinguetta più (Polonia).
Data l’attuale emergenza sanitaria, l’organizzazione di Lingua Madre non può fornire indicazioni precise in merito alla data della premiazione, che si sarebbe dovuta tenere, come d’abitudine, durante il Salone Internazionale del Libro di Torino, rimandato a data da destinarsi.
Intanto, da oggi sono anche aperte le votazioni per il Premio Speciale Giuria Popolare 2020 per i dieci racconti finalisti (disponibili sul sito concorsolinguamadre.it). Si potrà esprimere una sola preferenza inviandola all’indirizzo giuriapopolare@concorsolinguamadre.it. O in alternativa, anche sulle pagine social ufficiali del concorso, Facebook e Twitter (#CLM20). È possibile votare entro e non oltre il 30 maggio 2020.
Tra i partecipanti verrà estratta a sorte una persona che riceverà in premio l’ingresso gratuito al Salone Internazionale del Libro 2020 e i volumi del Concorso Lingua Madre.
Ideato nel 2005 da Daniela Finocchi e diretto alle donne straniere (o di origine straniera) residenti in Italia, Lingua Madre riserva anche una sezione alle italiane che vogliano raccontare di donne straniere conosciute e che abbiano saputo trasmettere loro “altre identità”.
Oltre 8000 le autrici che hanno finora scritto, fotografato e condiviso esperienze. Una crescita esponenziale, dalle origini a oggi, che permette a Lingua Madre si svolgere oltre 100 incontri ogni anno su tutto il territorio nazionale con laboratori, incontri, presentazioni, convegni, reading e molto altro ancora.