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Politica | 18 aprile 2020, 13:13

“Venga revocato il decreto porti sicuri”: Sinistra italiana pinerolese raccoglie l’appello

Il circolo ha diffuso una lettera con delle richieste al Governo

“Venga revocato il decreto porti sicuri”: Sinistra italiana pinerolese raccoglie l’appello

Riceviamo e pubblichiamo un appello del Circolo di Sinistra italiana pinerolese.

“I porti non si chiudono mai. Non possono essere chiusi. Specie per chi viene soccorso in mare. È vero, siamo in una situazione di emergenza e tutti chiusi in casa. Ma perché il varo di un decreto di quattro ministri che proclama l’Italia non più “porto sicuro”?” Sono le parole di Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, che condividiamo completamente e che porta anche il circolo di Sinistra italiana del Pinerolese a fare suo l’appello di decine di parlamentari nazionali ed europei, perché venga revocato il decreto “porti sicuri”. Sono queste stesse parole che ci obbligano a non eludere alcune questioni che la decisione del Governo di dichiarare i porti italiani “non sicuri” pone drammaticamente in evidenza.

Chiediamo come sia stato possibile che un Governo, nato con l’impegno di voltare pagina rispetto alla precedente esperienza giallo-verde, abbia emanato un decreto che sancisce l’abbandono dei migranti al loro destino condannandoli a morte certa.

Ci chiediamo con preoccupazione quanto profondi siano i guasti, anche all’interno della cosiddetta “area progressista”, indotti dalle forsennate campagne xenofobe e razziste dalla destra salviniana.

Ci chiediamo come mai il Governo, di cui la nostra forza politica fa parte, preferisca fare da spalla alla parte più retriva e reazionaria del nostro Paese invece di essere riferimento per un’area, altrettanto vasta, di giovani, credenti e non, lavoratori e intellettuali che crede e si impegna in azioni di solidarietà.

Chiediamo al Governo di revocare questo disumano decreto e di predisporre protocolli sanitari di sicurezza adeguati per chi arriva sui barconi.

Basta con le morti in mare, basta con battaglie ideologiche sulla pelle delle persone, basta con una disumanità incredibile, perché “nessuna emergenza sanitaria nel nostro Paese ci autorizza a dimenticare i nostri obblighi legali e morali nei confronti della vita umana. Se non vogliamo che in quel tratto di mare naufraghi la nostra civiltà giuridica , abbiamo il dovere di intervenire subito” (dall’appello di decine di deputati , senatori e parlamentari europei).

Non ci sono morti di serie A e morti di serie B. Il nostro dovere è mantenere viva la solidarietà e il rispetto delle persone, soprattutto in un momento difficile come l’attuale, perché da come usciremo insieme dalla pandemia si gioca la nostra civiltà, la nostra democrazia, la nostra umanità.

Circolo Sinistra italiana pinerolese

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