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Cronaca | 19 aprile 2020, 07:36

Coronavirus, pacchi alimentari dalla comunità islamica alle famiglie torinesi in difficoltà

Il progetto "Insieme vicini nella lontananza" è stato ideato da Generazione Ponte e dall’Associazione Islamica delle Alpi

Coronavirus, pacchi alimentari dalla comunità islamica alle famiglie torinesi in difficoltà

Nella celebre sala di preghiera di Via Chivasso 12 a Torino, nota come Moschea Taiba, un gruppo di volontari si appresta ad organizzare decine di scatoloni, a riempirli con vari generi di necessità.  Non mancano i datteri, il riso, le lenticchie e molto altro utile per arrivare alla fine della settimana. Ci si prepara anche per il Ramadan, che stando alla fase lunare avrà forse inizio venerdì 24 aprile, ed è proprio in questo momento che occorre fare in fretta e non lasciare indietro chi ha più bisogno.

Ad inizio aprile ha preso il via il progetto “Insieme vicini nella lontananza”, ideato da Generazione Ponte e dall’Associazione Islamica delle Alpi, in collaborazione con Nesta Italia, con l’adesione della Città di Torino e di Giovaninrete e realizzato grazie al contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo. 

In totale verranno preparati 120 pacchi, destinati alle famiglie e ai singoli più fragili. "Sono coloro - spiegano i promotori - che al momento più vulnerabili perché esclusi dalle mappature di intervento tradizionale e che non sono riusciti a rientrare nel circuito degli aiuti già erogati; coloro che hanno perso un lavoro già precario, che hanno un permesso di soggiorno in fase di rinnovo, che sono fuoriusciti dal sistema di accoglienza e che una casa vera e propria non ce l’hanno".

Così spiega il referente dell’Associazione Islamica della Alpi Brahim Baya: “Ci sentiamo cittadini di questa Città e vogliamo dare il nostro contributo sociale e culturale anche in questo momento di emergenza. Siamo impegnati a supporto di chi più ha bisogno a prescindere da nazionalità e status giuridico. Per far fronte a questa emergenza, abbiamo inoltre attivato una raccolta fondi”.

Immaginare il Futuro - una comunità che risponde alla crisi è una comunità che ha il dovere di immaginare scenari possibili della vita anche dopo l’emergenza. “Le azioni che verranno messe in campo grazie a questo progetto, che coinvolgeranno anche la sensibilizzazione virtuale degli studenti e il supporto dell'homeschooling, adesso pongono le basi della società in cui vorremmo vivere dopo” sostiene Abdullahi Ahmed Abdullahi referente di Generazione Ponte.

I volontari continueranno nei prossimi giorni nella preparazione dei pacchi viveri e dalla giornata di domenica cominceranno la consegna nelle case e nei luoghi dove ce n’è più bisogno. 

comunicato stampa

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