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Calcio | 20 aprile 2020, 09:00

Mercoledì 22 il maxi summit che deciderà sulla ripresa del campionato in corso

Che peso avrà il fatto che Walter Ricciardi (il rappresentante italiano in seno all’OMS e consulente del ministro della Salute) nei giorni scorsi abbia detto che una nuova accelerazione del virus sia “più che un’ipotesi, una certezza e se si sbagliano riaperture, la rischiamo addirittura prima dell’estate”?

Mercoledì 22 il maxi summit che deciderà sulla ripresa del campionato in corso

Dopodomani, mercoledì 22 aprile, potrebbe essere il giorno decisivo per la ripartenza del calcio.

Usiamo volutamente il condizionale perché tutto è ancora estremamente incerto ed i problemi da risolvere, gli angoli da smussare sono ancora più d’uno.

Su tutto pesa come un macigno il fatto che Walter Ricciardi (il rappresentante italiano in seno all’Organizzazione Mondiale per la Sanità e consulente del ministro della Salute Roberto Speranza) nei giorni scorsi abbia lanciato assai più che un monito: una nuova accelerazione autunnale del virus è ritenuta dallo scienziato “più che un’ipotesi, una certezza e se si sbagliano riaperture, la rischiamo addirittura prima dell’estate”.

Fino a quando non esisterà un vaccino – ha detto in un’intervista Ricciardi - ci saranno nuove ondate, o speriamo, tanti piccoli focolai epidemici che andranno contenuti”.

Poi c’è Cellino che minaccia di ritirare la squadra in caso di ripartenza. Poi ancora ci sono le squadre del nord (Atalanta, lo stesso Brescia, Inter. Juventus, Milan e Torino), che non sono affatto d’accordo di giocare in stadi del sud (sarebbe come disputare 12 incontri tutti in trasferta).

Vedremo cosa partorirà la montagna fra due giorni quando, esaminato il protocollo per la ripartenza degli allenamenti giunto al ministro della salute Roberto Speranza ed a quello dello sport Vincenzo Spadafora, le parti si ritroveranno in un super summit in videoconferenza, presenti oltre ai due ministri, tutto il mondo del calcio, dal presidente FIGC Gabriele Gravina ai presidenti di Lega A, Lega B, Lega Pro, Lnd, da quelli delle associazioni di calciatori, allenatori, e arbitri ad una delegazione della commissione medica Figc guidata dal professor Paolo Zeppilli. E ci saranno anche gli scienziati, super esperti del coronavirus, che hanno partecipato alla stesura del documento.

Prima di ripartire i club dovrebbero effettuare all’inizio due esami del tampone, a distanza di un giorno, per tutti i membri del “gruppo squadra”, ottenuto l’indispensabile via libera del sistema sanitario che dovrà anche spiegare dove si troveranno i tamponi per il mondo del calcio che oggi non ci sono per testare il personale di molti ospedali e Case di riposo.

Se i tamponi dovessero dare esito negativo, a quel punto si partirebbe con la ripresa degli allenamenti e solo dopo con le partite. Essendoci ancora 12 turni (più quattro recuperi) di serie A da giocare, è facile prevedere che si giocherebbe una volta ogni tre giorni, rigorosamente a porte chiuse.

Ma, lo ripetiamo, non è così scontato che si torni a giocare.

Walter Alberto

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