/ Cronaca

Cronaca | 21 aprile 2020, 18:10

Soglia Murazzi e area Fioccardo per garantire la sicurezza sul Po: il Piano di Protezione Civile verso la revisione

Le società remiere, non coinvolte nella fase decisionale, verranno ascoltate solo la prossima settimana: “Ce ne avevano accennato un anno fa, poi non abbiamo saputo più nulla”

Soglia Murazzi e area Fioccardo per garantire la sicurezza sul Po: il Piano di Protezione Civile verso la revisione

Quando a Torino ha appena smesso di piovere e il livello dell’acqua del Po che fino a qualche ora prima aveva lambito nuovamente le arcate dei Murazzi inizia lentamente a scendere, nelle sale virtuali di Palazzo Civico si guarda al futuro con un chiaro obiettivo: garantire la sicurezza lungo il fiume in caso di emergenza. 

Tra non poche polemiche infatti, si avvia verso la revisione il Piano di Protezione Civile per quanto riguarda la gestione del Po. In un documento di 236 pagine presentato oggi per la prima volta in Commissione Ambiente sono contenute le disposizioni e le regole da adottare in caso di alluvione. Uno strumento importante, considerato fondamentale per la salvaguardia delle persone che vivono e lavorano lungo il fiume, oltre che delle strutture presenti sul Po, ma apparentemente non condiviso con le società remiere e le associazioni  presenti in quell’area di Torino.

Nelle novità introdotte dall’appendice “Murazzi, Po e Fioccardo”, di fatto, vi è l’introduzione della “soglia Murazzi”. Attualmente, per le tre stazioni idrometriche di riferimento (Carignano, Moncalieri e Murazzi), sono previsti tre livelli: giallo, arancione e rosso, a seconda dell'altezza raggiunta dall’acqua durante un’alluvione. La “soglia Murazzi” in pratica scatta ancor prima rispetto alla pre-soglia di criticità gialla: alla stazione Carignano a 2,5 metri, alla stazione Moncalieri a 3,3 metri e alla stazione Murazzi a 2,1 metri. Di fatto, per garantire la mobilitazione nei tempi corretti della macchina di sicurezza, sul Lungo Po Gipo Farassino e Fred Buscaglione, l’allerta scatterebbe 80 centimetri prima della soglia attuale, al pelo con il ciglio esterno della spianata dei Murazzi. Proprio come accaduto in questi giorni.

Il problema nasce dal fatto che il lavoro, dettagliato e piuttosto corposo, non sia stato condiviso con le società remiere che, a parte un colloquio iniziale e risalente a oltre un anno fa, denunciano di non aver avuto modo di portare le loro istanze ai tecnici del Comune e alla Protezione Civile. “C’è stata una riunione generica, poi dopo non ne abbiamo saputo più nulla. Eppure siamo pienamente coinvolti e citati” spiega Gian Luigi Favero, presidente del Circolo Armida, che racconta come quando l’acqua arrivi al livello dei Murazzi, il suo circolo si già in parte sommerso dal fiume Po. Un esempio di come vi siano tante realtà differenti lungo il fiume. “Noi vogliamo partecipare, segnalare le criticità e sperare che queste vengano corrette. Ci sono responsabilità civili e penali che non possono essere sottovalutate” conclude Favero.

Eppure, in caso di emergenza, chi dovrebbe attuare quel piano sarebbero proprio loro: i responsabili dei circoli remieri. “Ma non erano i Cinque Stelle quelli del maggiore coinvolgimento di tutti? E adesso si sottraggono al confronto e al parare dei tanti attori? Guarda caso i Presidenti dei circoli hanno ricevuto notizia di convocazione proprio in questi minuti mentre si sta ancora svolgendo la commissione che esamina il piano. Sono come sempre senza parole” afferma la consigliera comunale Federica Scanderebech. Parole che fanno da eco a quelle di Aldo Curatella: “Non è accettabile che una Città come Torino proceda con l'approvazione di un Piano di tale portata senza prima un confronto franco con i rappresentati di tutte le attività lungo il Po per comprendere quali segnalazioni vorranno farci per migliorare tale strumento prima di renderlo operativo e vincolante per tutti”.

Tra le aree affezionate, come detto, vi è poi quella del Fioccardo, con il livello di guardia a 1,20 metri e il livello di pericolo pari a 2,20 metri. Seppur avendo una probabilità inferiore di alluvione rispetto ai Murazzi, la presenza di trenta unità abitative e di campi sportivi delinea un rischio elevato in tutta l'area. Per questo motivo, le associazioni e i circoli verranno convocati tra una settimana: l'obiettivo rimane quello di coinvolgerli e di ascoltare le loro indicazioni, come specificato dall'assessore all'Ambiente Alberto Unia. Una volta approvato il piano d'emergenza dall'aula, andrà poi testato e provato. "E' fondamentale che la procedura sia testata, con esercitazioni che simulino l'evento" ha concluso il consigliere Francesco Tresso. Tra polemiche e piogge, il nuovo Piano d'Emergenza della Protezione Civile fa passi avanti verso l'approvazione.

Andrea Parisotto

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium