Cronaca | 26 aprile 2020, 07:00

Coronavirus, nell'emergenza nasce l'iniziativa spontanea 'Guarda Oltre' per i senza dimora. "La cosa più gustosa è la solidarietà tra le persone"

Al 9 di aprile, circa duecento homeless erano senza cibo da un mese. Così il 'Gusto del Mondo' lancia l’idea, semplice ed efficace: cuciniamo e portiamogli da mangiare. Ed è boom di adesioni da parte di volontari

Coronavirus, nell'emergenza nasce l'iniziativa spontanea 'Guarda Oltre' per i senza dimora. "La cosa più gustosa è la solidarietà tra le persone"

La signora Cosetta ha il reddito di cittadinanza, ma da due settimane vive in strada. Non ha una cucina dove preparare delle pietanze e ha donato a “Guarda Oltre” quel che ha per contribuire alla distribuzione del cibo. Una collaborazione diretta con i beneficiari, un’iniziativa spontanea che si muove dal basso.

Si chiama Guarda Oltre, nata dalla rete storica della start up “Il Gusto del Mondo” dell’associazione EUfemia, per far fronte alla mancanza di cibo di persone senza dimora. Di fronte al vuoto che le istituzioni hanno lasciato, è lodevole che le persone abbiano contribuito a colmare questa lacuna imperdonabile.

“Io ho lavorato con i senza dimora a febbraio. Giunta la notizia della mancanza di cibo, il Gusto del Mondo, in stand-by per via dell’emergenza, si è riunita in una call Skype. Ci siamo chiesti: cosa facciamo?” – dice Stefano Castello, membro della start up – “Avevamo a disposizione un piccolo finanziamento, non più applicabile, per l’avvio di un laboratorio settimanale. Abbiamo chiesto di spostare il finanziamento per avviare questo progetto”. “La regione ci ha autorizzato – continua – il via a una raccolta fondi per acquistare i prodotti che ci servono. Siamo partiti in modo spontaneo, abbiamo aperto una call per volontari per ricoprire le 230 persone mappate. Il risultato è stato sorprendente. Dopo quattro ore avevamo già settanta volontari!”.

I volontari ringraziano per essere stati accolti nell’iniziativa, ma Stefano ci tiene a sottolineare l’importanza del loro contributo: “Mi commuove questa solidarietà, tutto questo non sarebbe stato possibile senza i nostri volontari che impiegano il loro tempo libero per fare del bene agli altri”.

Molti sono i privati e le associazioni che hanno contribuito, sia a livello materiale che artistico-culturale, a questo gesto di umanità: EUfemia, Eco dalle Città, la rete di Food Pride Torino, Slow Food, Lurisia con 2500 bottiglie d’acqua, Progetto Rescue, CRAI, Specchio dei Tempi con mascherine e guanti, il Buon Riso con 250 kg di riso. La rete che si sta creando comprende anche enti religiosi, quali la Comunità di Sant’Egidio e il Progetto Leonardo Onlus, e la Croce Rossa Italiana. Insieme è possibile una migliore organizzazione per la distribuzione funzionale del cibo, senza lasciare zone scoperte. Guarda Oltre serve 157 pasti al giorno ed è attivo il giovedì, il venerdì, la domenica e il lunedì. Nei primi otto giorni di attività ne sono stati distribuiti 1260. Inoltre, l’aspetto eco-solidale non viene a mancare. Dalla prossima settimana verranno forniti 2500 contenitori monoporzione in carta e gli organizzatori stanno provvedendo per il rifornimento di acqua senza usare bottigliette di plastica.

Da molti, la cucina di Guarda Oltre è definita come la migliore mai ricevuta prima. Quali attenzioni particolari hanno i cuochi e cosa cucinano? Un menu in divenire, che cerca di soddisfare le esigenze e le richieste dei beneficiari: “Le persone sono felici, ma hanno bisogno di cibi freschi. Abbiamo creato un semifreddo a base di frutta con pochi zuccheri. Con i fondi raccolti questa settimana possiamo permetterci di comprare il tonno per fare delle insalatone e aumentare l’apporto proteico. Ci saranno più uova, che prima potevamo fornire solo la domenica. Il venerdì prepariamo il couscous per la comunità islamica e abbiamo già in progetto di far fronte al rifornimento di cibo durante il periodo del Ramadan”.

Non solo cibo, ma anche creatività. Insieme al Progetto Rescue, che si occupa di iniziative artistico-culturali legati ai temi dello spreco alimentare e della migrazione e che ha contribuito alla raccolta fondi con un concerto in streaming, si sta ideando una “medicina” artistica per far stare bene le persone durante il COVID-19.

Un altro aspetto particolare di questa iniziativa è una rete relazionale dal vivo che sta riprendendo forma nella Digital Society: “ci sono volontari che stanno incontrando ex compagni di scuola o colleghi di lavoro. È molto bello sapere che molti rapporti perduti si stanno ritrovando e che di nuovi si stanno creando, condividendo un’esperienza simile in un periodo storico così complesso per tutti”.

La start up in ambito gastronomico di giovani provenienti da diverse parti del mondo ha ancora bisogno di sostegno di tutti per garantire la continuità dell’iniziativa. È ancora aperta la raccolta fondi seguendo le seguenti coordinate: IBAN IT30W0306909606100000015741, intestato ad Associazione culturale Eufemia A.P.S. Causale: Donazione per il Gusto del Mondo - Guarda Oltre Emergenza Covid-19

Giulia Amodeo

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Giulia Amodeo

Ogni forma d’arte mi affascina e la passione per la scrittura mi accompagna fin dalle scuole Elementari. Nata a Priverno (LT), sono laureata in Comunicazione Interculturale e attualmente studio Comunicazione, ICT e Media. Dopo due anni di scoperta della cultura francese e molti viaggi alle spalle, che mi hanno educata al rispetto e all’amore delle diversità, sono arrivata a Torino, dove vivo ormai dal 2016.

Strade aperte
Questa rubrica nasce convogliando insieme viaggi, scrittura e un’identità culturale fluida e in costante arricchimento grazie all’incontro con l’altro. L'obiettivo è raccontare la multiculturalità che fa di Torino una delle città più ricche e accoglienti. Quartieri carichi di fascino sono popolati da persone di diversa provenienza e cultura. Si parla di storie di vita, di festività nazionali provenienti da tutto il mondo, di lotte pacifiche di natura sociale, di comunità. Culture, ma anche altro, soprattutto con la collaborazione di chi rappresenta le numerose comunità straniere presenti nel territorio piemontese: i Consoli.

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