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Cronaca | 09 maggio 2020, 13:10

Fase 2, al via il take away a Torino: serrande su per 2 mila esercizi

Partite con il servizio quasi tutte le pasticcerie: più complessa la situazione dei bar

Fase 2, al via il take away a Torino: serrande su per 2 mila esercizi

Da oggi via libera al take away anche a Torino. Sono quasi 2 mila le attività commerciali che da questa mattina hanno alzato le serrande per questo servizio, che nel capoluogo è partito sei giorni in ritardo rispetto al resto del Piemonte.

Alle 18 di ieri erano 1.500 le domande di bar, ristoranti e pasticcerie arrivate al Comune per segnalare l'avvio dell'attività di vendita da asporto da cibo e bevande: secondo Confesercenti ci sarebbero però qualche centinaio di richieste ancora in sospeso.

Quasi tutte partite - o i procinto di farlo - le pasticcerie, mentre la situazione più difficile è quella dei bar. "I ristoranti in fase di ripartenza - spiega Claudio Ferraro, direttore di Epat - sono circa il 50%, ma si tratta in prevalenza di chi faceva già servizio a domicilio, come le pizzerie".

A nome degli operatori la Fiepet-Confesercenti denuncia come le "regole troppo rigide rallentano le vendite e scoraggiano la clientela". "Moltissimi colleghi -spiega il Presidente Fulvio Griffa - lamentano il fatto che la necessità di prenotare impedisca una parte di vendite: è improbabile che un consumatore possa pensare di prenotare un cono gelato o un caffè, tipici consumi d'impulso; sono prodotti che - per di più - è difficile confezionare, come prevede, invece, la normativa regionale". "Altri fanno notare come la distanza di due metri sia eccessiva: in effetti, non si capisce quale differenza ci sia fra una coda davanti a un bar e una davanti, ad esempio, a una macelleria, per la quale è previsto un solo metro. Alcune regole andrebbero riviste, soprattutto per bar, gelaterie e chioschi" conclude Griffa.

redazione

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