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Cultura e spettacoli | 14 maggio 2020, 14:53

Castello di Rivoli, in mostra al museo chiuso un'opera ideata per essere esposta in assenza di pubblico

“A work for no public audience” è un'opera di Jason Dodge. A cura di Marcella Beccaria

Castello di Rivoli, in mostra al museo chiuso un'opera ideata per essere esposta in assenza di pubblico

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, in occasione della chiusura temporanea dovuta all’emergenza sanitaria, accoglie nei propri spazi una nuova opera di Jason Dodge (Newton, PA, 1969; vive e lavora a Berlino), ideata per essere esposta in assenza di pubblico.

L’opera è formata da sei elementi in metallo, che corrispondono ai passaggi necessari alla fabbricazione di un coltello da parte di un artigiano. Con gesto poetico, l’opera è proposta dall’artista come un talismano atto a preservare l’energia del Museo, tenendola positivamente “affilata” e pronta all’imminente riapertura. Secondo Dodge, l’opera è data da una sequenza e come tale è disposta al meglio per “partecipare a una transizione”, come nel caso del momento attuale nel quale il museo è in attesa di riaprire al pubblico.     

“L’opera di Dodge – afferma Marcella Beccaria, Capocuratore e Curatore delle Collezioni del Museo – riguarda il presente, questa inedita condizione di distanza imposta e iper-digitalizzazione condivisa, ma può essere interpretata come discendente da concetti antichissimi, che suggeriscono di non mostrare alla vista ciò che ha un potere immanente, dando valore ai momenti di sospensione, di pausa, di transizione. Il non-detto, il non-visto e il non-esibito non sono necessariamente spazi vuoti. Come nella meditazione, l’energia è profondissima, reale e non ha bisogno di essere mostrata”.

Riferendosi al modo in cui l’artigiano che produce il coltello definisce il proprio operato, Dodge descrive l’opera come “una frase”, da disporsi liberamente nello spazio museale in modo che manifesti il suo potere magico. Al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, l’opera è installata a pavimento, in una delle sale auliche, con il pezzo in metallo iniziale e il coltello finito rispettivamente in apertura e chiusura della sequenza.

Come per la maggior parte delle sue opere, che scavalcano la fissità di concetti relativi al territorio, all’identità, alla norma, per proporre invece idee di prossimità, di apertura e di relazione poetica, anche in questo caso Dodge evita di tradurre e immobilizzare l’opera in un titolo preciso, in una data univoca e non fornisce una descrizione didascalica, con tecnica e misure.

Alla riapertura del Castello, l’opera sarà rimossa, lasciando nello spazio che l’ha ospitata la carica di energia accumulata, contribuendo a favorire con intensità poetica la ripresa delle quotidiane attività del museo. L’opera potrà essere nuovamente esposta nei periodi di intervallo tra gli allestimenti e le mostre quando, secondo il normale funzionamento dell’istituzione, alcune sale saranno temporaneamente chiuse.

comunicato stampa

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