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Cultura e spettacoli | 17 maggio 2020, 10:40

"La fotografia della realtà supera sempre la cronaca: torniamo a vivere CAMERA fisicamente" [INTERVISTA]

Il direttore Walter Guadagnini riapre il museo al pubblico da domani: "Ci sarà un percorso obbligato. Offriremo fino al 30 agosto la mostra della collezione Bertero e implementeremo gli incontri in digitale"

Foto di Andrea Guermani

Foto di Andrea Guermani

Tra le primissime riaperture all'interno del sisteme museale di Torino, spicca quella di CAMERA - Centro italiano per la fotografia, che già da domani, lunedì 18 maggio, renderà nuovamente accessibili al pubblico gli spazi di via delle Rosine 18.

Pochi giorni fa abbiamo intervistato il suo direttore, che ci ha fornito alcune indicazioni sulle nuove modalità di fruizione del museo e la ripartenza per le attività in presenza con le scuole e tutti i professionisti della fotografia. 

Walter Guadagnini, i musei torinesi si preparano alla riapertura rimodulando gli ingressi e gli spazi espositivi. Come si sta muovendo Camera e cosa verrà offerto ai visitatori?

Ci stiamo muovendo anche noi secondo le linee guida dettate nella situazione attuale. Siamo pronti per ripartire con tutte le misure di sicurezza sia per il pubblico sia per i lavoratori all’interno. Questo vuol dire innanzitutto rimodulare il percorso, che sarà obbligato per i visitatori; poi abbiamo attivato un tagliacoda elettronico, favorendo l'acquisto del biglietto online per evitare assembramenti all'esterno del museo o comunque garantire il dovuto distanziamento tra le persone in attesa. Tutte misure che col tempo saranno perfezionate e implementare. Ora ci interessa per prima cosa aprire in sicurezza e prepararci a una nuova stagione. Camera, in questo momento, ha la fortuna di avere una misura media, non siamo né troppo grandi né troppo piccoli, quindi la gestione dell’emergenza è ancora attuabile, e su questo ci stiamo basando. Riproporremo, ahimè da un lato e per fortuna dall’altro quello, che avevamo aperto poco prima del lockdown. Abbiamo ancora appese alle pareti le bellissime fotografie della collezione Bertero all'interno della mostra Memoria e passione, che era rimasta aperta solo una settimana, con una grandissimo successo di critica e di pubblico, e che verrà prorogata fino al 30 agosto. Le foto sono rimaste lì, buone buone, in attesa che qualcuno tornasse a vederle, e adesso è arrivato il momento di farlo. Anche la Project Room, con Biomega Multiverso, del giovane Cosimo Veneziano, rimarrà fino al 14 giugno. Dal punto di vista dell’allestimento non è cambiato nulla, mentre, come detto, verrà modificato il tipo di fruizione del pubblico. 

Durante la quarantena avete coinvolto il pubblico da casa con diversi format online, foto-talk e rubriche digitali. Può farci un bilancio di questa esperienza? Pensate di portarla avanti e incrementarla?

Il bilancio di #CAMERAonair è ottimo, devo dire. Potrei aggiungere persino superiore alle mie attese. Il merito primo va sicuramente ai ragazzi dello staff, che si sono impegnati ottenendo degli ottimi risultati dal punto di vista qualitativo con estrema velocità. È stato fatto tutto molto rapidamente, e devo ammettere che avere un gruppo di lavoro giovane è di grande aiuto, dato l’atteggiamento di naturale confidenza nei confronti dei nuovi media. Abbiamo dati di share davvero molto buoni, e ottima è stata anche la varietà dell’offerta, perché ogni dipartimento di Camera è riuscito a presentare prodotti creati apposta per questa situazione, fornendo un’offerta molto diversificata. Abbiamo attinto sicuramente dal bacino di chi ama la fotografia, ma non solo, allargando notevolmente il nostro pubblico. L'esperienza digitale quindi continuerà, e cercheremo di implementarla. Credo che una delle grandi scommesse di questo periodo sia proprio capire come si dovrà e potrà continuare in maniera propositiva, rispetto al tema dell’online. Ci stiamo quindi attrezzando si mentalmente sia strumentalmente per incrementare questa componente del nostro lavoro, senza dimenticare che l’esperienza dell’opera diretta rimane insostituibile.

Come si svilupperà l’attività educativa e formativa, con il coinvolgimento delle scuole e i workshop realizzati da Camera?

Abbiamo già cominciato a fornire una serie di contenuti online per le scuole realizzati assieme a Intesa Sanpaolo, con cui già collaboravamo per la didattica. È stato fatto tutto in iper velocità per rispondere a un’emergenza che qualsiasi famiglia italiana si è ritrovata ad affrontare. Ora la questione va strutturata e pensata con i dovuti tempi e modi soprattutto assieme alle scuole stesse. Il discrimine rispetto alla didattica, al di là della gestione degli spazi, sta nel confronto con gli insegnanti, capendo come le esigenze degli alunni possano essere differenziate. Varrà la capacità di parlare e ascoltare attraverso dialoghi diretti e mirati, valutando i bisogni di bambini e ragazzi, con le dovute differenze, che davanti al computer si accentuano.

La recente emergenza sanitaria pensa possa influenzare la vostra ricerca futura, in termini di tematiche e messaggi da comunicare al pubblico mediante la fotografia?

Tendenzialmente risponderei più no che sì. Credo ci sia una parte della fotografia estremamente legata all’attualità e alla cronaca, che sta facendo cose mirabili, alla quale noi abbiamo dato importanza, ma non è il nucleo centrale della nostra proposta espositiva. Quella fotografia lì, su questa vicenda, lavora e lavorerà ancora, ma appartiene alla cronaca, mentre noi abbiamo sempre cercato di mostrare una fotografia che parlasse di grandi temi all’interno di un contesto più ampio rispetto alla semplice attualità. Ad esempio la mostra di Man Ray proponeva scatti di cent’anni fa, ma documentava come il ruolo della donna stesse cambiando. Mentre quella di Bertero, che offre un bel quadro del neorealismo italiano tra gli anni ’40 e ’50, parla ai giorni nostri: quando vedi in una città distrutta la gente che torna a festeggiare, fare matrimoni, ecco che quell'immagine racconta anche quanto sta capitando a noi ora. La fotografia, persino quando raccolta la realtà, può essere qualcosa di più della semplice cronaca. 

Tra i progetti in via di realizzazione, “Carousel”, mostra che ripercorre la carriera di Paolo Ventura, prevista per il prossimo autunno. Può anticiparci qualcosa sul nuovo percorso espositivo?

Avremmo dovuto aprirla proprio in questi giorni. Con Paolo ci siamo confrontati, durante la quarantena, e ci ha detto di come, in clausura, stesse raccontando la propria vicenda tramite disegni, senza macchina fotografica. Non so quanto di questa fase entrerà nella mostra in apertura a settembre. Sarà di carattere antologico ma non una retrospettiva: metteremo opere di tanti periodi diversi, ma rimischiando tutte le carte, quindi creando un progetto di grande attualità del suo lavoro. Non sappiamo ancora se, in accordo con Paolo, inseriremo anche i lavori degli ultimi mesi. Lo decideremo non appena ci rivedremo direttamente. 

Le nuove modalità di prenotazione online

A partire dal 25 maggio, sarà possibile prenotare gratuitamente – da remoto o di persona – il proprio turno d’ingresso in mostra, così da evitare o ridurre i tempi di attesa e assicurare ingressi meglio distribuiti nel corso delle giornate, attuando le prescrizioni sul distanziamento fisico e migliorando l’esperienza di visita. Il sistema, in costante potenziamento, è reso possibile grazie all’app di gestione della fila virtuale UFIRST (https://ufirst.<wbr></wbr>business/utenti/scarica-app/), facilmente scaricabile da App Store e Google Play.

Le nuove audio visite

Per continuare ad accompagnare il visitatore anche in tempi di distanziamento fisico, CAMERA ha pensato e realizzato un sistema di audio visite per offrire una nuova versione della classica visita guidata: grazie ad un semplice QRcode, ciascuno potrà scegliere di ascoltare l’introduzione del direttore e i contenuti audio per singola sala costruendo, così, una fruizione personale e modulare della mostra. Sarà sufficiente inquadrare con la propria fotocamera del cellulare il QRcode per ascoltare i file audio.

Il servizio, offerto in collaborazione con ARTECO, sarà gratuito.

Le misure di sicurezza e gli orari

Le mostre potranno essere fruite con percorsi monodirezionali di ingresso/uscita chiaramente segnalati. Nello spazio, pannelli informativi daranno le indicazioni per mantenere le distanze di sicurezza e le giuste precauzioni. All’interno del centro espositivo sarà obbligatorio l’uso della mascherina e, se prescritto dalle autorità competenti, a ogni visitatore verrà controllata la temperatura corporea all’ingresso della Fondazione.

Al bookshop verranno distribuiti guanti monouso per sfogliare i volumi esposti mentre il gel disinfettante sarà a disposizione in vari punti dello spazio espositivo. Verranno, infine, assicurate procedure di igienizzazione ripetute nel corso della giornata e di sanificazione periodica.

CAMERA sarà aperta con il consueto orario: lunedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 11.00 alle 19.00, giovedì dalle 11.00 alle 21.00. Per festeggiare la possibilità di tornare a visitare le mostre, anche due aperture straordinarie, dalle 11.00 alle 19.00: martedì 19 maggio e martedì 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana.

Manuela Marascio

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