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Cronaca | 23 maggio 2020, 16:06

L’ultima cima del pinerolese Giovanni Ruffino: «Si allenava per andare a trovare a piedi la fidanzata»

Cantautore e amante della montagna, ex gestore del Rifugio Selleries, attendeva la riapertura dei confini per poter andare in Francia

Ruffino in un concerto al Selleries dell'autunno 2018

Ruffino in un concerto al Selleries dell'autunno 2018

Giovanni Ruffino aveva appena iniziato l’allenamento per trovarsi pronto alla riapertura delle frontiere nazionali, il 3 di giugno: «Mi aveva spiegato che aveva intenzione di fare un po’ di punte per rimettersi in forma, visto che sentiva il tempo passare, e che era determinato a fare a piedi il viaggio per tornare dalla sua fidanzata» racconta Massimo Manavella, gestore del Rifugio Selleries di Roure. Ruffino era una persona pratica della montagna: «Era un alpinista e ci sono montagne più complicate del Français Pelouxe, la punta è incantevole e l’escursione non particolarmente tecnica. La discesa è però molto ripida e immagino sia caduto dopo essere inciampato». Un volo fatale. A lanciare l’allarme per la sua scomparsa, è stata la sorella. Il corpo del 52enne, residente a San Pietro Val Lemina, è stato trovato stamattina.

Gestore del Rifugio Selleries alla fine degli anni Novanta, era molto legato a Manavella: «Domenica scorsa era salito su per fare una chiacchierata con me e mio figlio. Eravamo rimasti d’accordo che sarebbe tornato per fermarsi e combinare un concerto in rifugio per l’estate».

Ma lo stesso Manavella non sapeva che ieri stesse salendo al Pelouxe: «Non c’eravamo più visti da domenica scorsa e ieri notte, quando mi ha chiamato la sorella per chiedermi se avevo notizie di lui, mi sono preoccupato. Non era il tipo da non avvertire: si fosse fermato a dormire nel suo furgoncino l’avrebbe comunque detto».

Ruffino era conosciuto anche per la sua carriera di cantautore, chitarrista e contrabassista. Amante di Georges Brassens e del dialetto piemontese. Nel 2012 con il gruppo “Vietraverse” e il cd “95% Brassens” conquista il primo premio della critica al “Tremplin Brassens 2012” di Parigi. Mentre nel 2018 è uno dei fondatori del trio “Sans Bagage”. Diversi spettacoli li ha fatti con il Collettivo cantautori pinerolesi e così lo ricorda Ivan Audero di Vigone: «Giovanni era un musicista fantastico, non trovo le parole adatte per descrivere la sua incredibile bravura. È stato un onore poter condividere con lui il palco. Ma quello che colpiva era soprattutto il carattere: spigoloso, a volte rude, ma di una bontà d'animo e di una purezza devastante. Mi disse una volta "mi piaci perché sei vero". E io adoravo lui per lo stesso motivo. Mi mancherà davvero tanto».

Marco Bertello e Elisa Rollino

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