Attualità | 02 giugno 2020, 10:00

Festa della Repubblica: quella Torino che voltò pagina 74 anni fa è pronta a ripartire di nuovo dopo il Coronavirus

Oggi si celebra oggi il 74°anniversario dell’Italia Repubblicana. Curiosità e analogie tra ieri e oggi in Piemonte

Festa della Repubblica: quella Torino che voltò pagina 74 anni fa è pronta a ripartire di nuovo dopo il Coronavirus

 

L’Italia, reduce da un cambiamento radicale che in poco tempo ha spazzato via anche le più banali abitudini quotidiane, il 3 giugno è pronta a ripartire per un nuovo inizio dopo tre mesi di lotta contro il coronavirus.

D'altronde, la storia è mutamento e questo, estremo o meno che sia, provoca una rottura netta con il passato. Oggi si celebra il 74° anniversario della Festa della Repubblica Italiana, data nella quale il popolo italiano ha deciso, pacificamente, quale destino era da farsi per la Nazione.

Era il 1946, quando il famoso e primo Referendum a suffragio universale segnò la fine della Monarchia e l’esilio dei Savoia dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale e del fascismo.

Il caso di Torino, in quegli anni, fu molto particolare. A favore della Repubblica fu il 58,24% a Torino e in provincia, nonostante questa sia stata per secoli la terra dei Savoia. La Casa Reale ha fatto la storia delle bellezze architettoniche di questa città, che ancora oggi, attraversandole, ci affascinano per la loro singolare eleganza. Nonostante il legame “di sangue” tra Monarchia e Piemonte, una serie di tradimenti ed errori compiuti dalla prima nei confronti del popolo torinese in particolar modo, creano pian piano una crepatura latente che si è lacerata 74 anni fa. Dal trasferimento della capitale da Torino a Firenze nel 1864, che causò un malcontento negli animi e nell'orgoglio dei torinesi, alla fuga di Vittorio Emanuele III dopo l’armistizio dell’8 settembre del ’43 la scelta verso un cambiamento radicale fu chiara e necessaria. Questo causò lo sdegno del nuovo Re Umberto II, sentitosi tradito dalla sua stessa terra, ma accettò la sconfitta e decise di sua volontà l’esilio verso Madrid:

“Con animo colmo di dolore, ma con la serena coscienza di aver compiuto ogni sforzo per adempiere i miei doveri, io lascio la mia terra…”.

Citando uno dei capisaldi della filosofia di Friedrich Nietzsche, L’Eterno Ritorno dell’Uguale, è interessante notare come la data odierna, il 2 giugno 2020, sia per Torino e per il Piemonte una data di svolta esattamente quanto lo sia stata settantaquattro anni fa. La curva epidemica in discesa è il segno di un Piemonte in guarigione pronto a ripartire.

Da domani si prevede un nuovo inizio, grazie allo sforzo messo in atto da tutti i cittadini.

 

Giulia Amodeo

Leggi tutte le notizie di STRADE APERTE ›

Giulia Amodeo

Ogni forma d’arte mi affascina e la passione per la scrittura mi accompagna fin dalle scuole Elementari. Nata a Priverno (LT), sono laureata in Comunicazione Interculturale e attualmente studio Comunicazione, ICT e Media. Dopo due anni di scoperta della cultura francese e molti viaggi alle spalle, che mi hanno educata al rispetto e all’amore delle diversità, sono arrivata a Torino, dove vivo ormai dal 2016.

Strade aperte
Questa rubrica nasce convogliando insieme viaggi, scrittura e un’identità culturale fluida e in costante arricchimento grazie all’incontro con l’altro. L'obiettivo è raccontare la multiculturalità che fa di Torino una delle città più ricche e accoglienti. Quartieri carichi di fascino sono popolati da persone di diversa provenienza e cultura. Si parla di storie di vita, di festività nazionali provenienti da tutto il mondo, di lotte pacifiche di natura sociale, di comunità. Culture, ma anche altro, soprattutto con la collaborazione di chi rappresenta le numerose comunità straniere presenti nel territorio piemontese: i Consoli.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium