/ Eventi

Eventi | 13 giugno 2020, 19:27

Perché il 21 giugno non sia #SenzaMusica: gli artisti torinesi si mobilitano sul web

Dagli Africa Unite agli Eugenio in Via Di Gioia, in tanti hanno aderito alla campagna lanciata dal collettivo "La musica che gira", per chiedere al governo interventi urgenti a sostegno dell'intero comparto

Perché il 21 giugno non sia #SenzaMusica: gli artisti torinesi si mobilitano sul web

Spiccano tanti volti torinesi tra gli artisti che hanno aderito alla campagna social #SenzaMusica lanciata da La musica che gira, unione di manager, produttori, artisti, musicisti, tecnici, consulenti, promoter, etichette discografiche, agenzie di booking, proprietari di live club, uffici stampa per chiedere al Parlamento di prendere in esame gli emendamenti del settore musica nel decreto rilancio "a oggi ignorati", e perché la festa della musica, tradizionalmente il 21 giugno, non risulti priva di note.

“Siamo consapevoli che, senza un’azione immediata, le conseguenze negative di questa crisi produrranno un’onda lunga che ricadrà sull’economia futura del settore, sul PIL e sulla capacità del Paese di produrre valore anche in termini socio-culturali”, spiegano gli esponenti del coordinamento, che da diverse ore hanno indetto un’agitazione via web coinvolgendo anche grandi nomi dello spettacolo italiano, da Vasco Rossi a Irene Grandi, da Laura Pausini a Piero Pelù e Diodato. “Le richieste – affermano - che rivolgiamo con forza al governo sono chiare: per agire immediatamente in modo coordinato e fare tutto il possibile per mitigare le conseguenze negative della crisi, è prioritario innescare una cooperazione tra addetti ai lavori e tecnici del nostro settore, istituzioni e task force”.

Sin dalle prime ore di oggi, quindi, hanno fatto la loro comparsa su Facebook, da Torino e dintorni, selfie di cantanti, musicisti, addetti alla comunicazione, dj, tecnici (e tutte le altre professionalità impegnate nella musica) con in mano un cartello, l’hashtag dedicato e diverse riflessioni di commento in didascalia.

Come il poliedrico performer Federico Sacchi, che scrive: “Durante i mesi di lockdown artisti e operatori culturali della musica hanno messo a disposizione gratuitamente le loro opere e la loro professionalità per riempire di bellezza le nostre giornate. Professionisti che hanno dato tantissimo e che dobbiamo supportare soprattutto in questo momento in cui le istituzioni stanno ignorando le loro richieste. Perché con la musica si mangia e dobbiamo fare in modo che tutte queste persone possano continuare a farlo anche domani”.

Dal Pinerolese, ecco Bunna in compagnia degli storici Africa Unite, che punta il dito sulla crisi in corso e riflette sull’esperienza di protesta collettiva: “Questa grande mobilitazione ha di certo messo in evidenza le numerose lacune legislative e i disequilibri che esistono da tempo tra istituzioni granitiche e la dinamica complessità del settore musica che da anni chiede a gran voce di essere ascoltato non solo dentro uno smartphone o sopra un palco, ma anche in Parlamento”.

Gli fa eco Guido Catalano, poeta amatissimo dalle nuove generazioni, con parole condivise anche da Eugenio Cesaro, cantante degli Eugenio in Via Di Gioia, acclamati “influencer” musicali dopo la felice partecipazione all’ultimo Festival di Sanremo: “Sappiamo che ci sono delle proposte di emendamento al DL Rilancio che ci riguardano. Chiediamo che la politica non le ignori, adoperandosi al più presto per dare finalmente dignità a tutti coloro i quali lavorano per il bene della Musica”.

Manuela Marascio

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium