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Attualità | 14 giugno 2020, 17:19

Statua Montanelli, Lagioia: "Rabbia deriva da mancanza di rispetto per le donne". E FdI lo attacca

Così l'assessore Marrone: "Quando si ha la responsabilità di dirigere un evento culturale di profilo internazionale non ci si può permettere di giustificare sui social un simile scempio"

Statua Montanelli, Lagioia: "Rabbia deriva da mancanza di rispetto per le donne". E FdI lo attacca

Anche a Torino non sono mancati i commenti per l'imbrattamento della statua di Indro Montanelli avvenuta ieri sera a Milano, gesto rivendicato da una rete studentesca locale sulla scia dei movimenti globali di protesta contro il razzismo. 

Un episodio che ha scatenato l'opinione pubblica, spingendo tanti a interrogarsi ancora una volta sulla controversa figura del giornalista, in particolare rispetto alla sua partecipazione alle guerra d'Etiopia negli anni Trenta, dove comprò una ragazzina dodicenne alla famiglia per sposarla. 

Così il direttore del Salone del Libro Nicola Lagioia questa mattina su Facebook: "Ma se anziché discutere sul simbolo in sé, su Montanelli in sé, ci si concentrasse su almeno uno dei temi evocati? L'Italia del 2020 è un paese che rispetta le donne?", si chiede, proseguendo: "In Italia non c'è mai stato un Presidente della Repubblica donna, un Presidente del Consiglio donna, il sistema di potere dei partiti fa sì che non ci siano donne (la sinistra sta persino messa peggio che la destra, perdonate la semplificazione) che possano in questo momento realisticamente ambire a governare il paese".

"La lista delle disparità - aggiunge - è lunghissima. Parlo del sistema di potere (politica, cultura, giornalismo) perché è rappresentativo anche del resto. Possiamo ammettere che in Italia abbiamo un problema serio, adesso, nel 2020? - e istituzionalizzarlo?".

E conclude: "Se non si capisce che parte di quella rabbia deriva da questa situazione, secondo me si è capito poco della questione."quando si ha la responsabilità di dirigere un evento culturale di profilo internazionale non ci si può permettere di giustificare sui social un simile scempio".

Un'esternazione poco gradita tra le frange del governo regionale, come sintetizza l'assessore alla semplificazione Maurizio Marrone: "Sinceramente mi domando in che modo imbrattare e sfregiare la statua dedicata a Indro Montanelli contribuisca a migliorare la condizione della donna nella nostra società, ma quando si ha la responsabilità di dirigere un evento culturale di profilo internazionale non ci si può permettere di giustificare sui social un simile scempio”.

E continua: “L’iconoclastia l’abbiamo vista nell’ISIS, il vandalismo lasciamolo agli antagonisti dei centri sociali...Nulla di tutto ciò di addice al Salone del Libro".

"Spero che il direttore Lagioia - conclude - chiarisca il suo messaggio riportando la sua comunicazione a un livello istituzionale, ma prima o poi questa giunta regionale dovrà assumersi comunque la responsabilità di compiere scelte di reale discontinuità nel sistema cultura".

Redazione

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