Politica - 16 giugno 2020, 11:32

Elezioni 2021, Carretta (Pd): "Esperienza civica di Castellani è esaurita, vogliamo una città laboratorio per i prossimi 20 anni"

Il segretario metropolitano dei Dem: "Vogliamo una Torino globale, vicino ai 300 Comuni della provincia, ma anche a Milano e Genova"

A Torino l’esperienza civica del centrosinistra partita nel 1993 con Valentino Castellani si è esaurita. La conferma arriva dal Segretario Metropolitano del Pd Mimmo Carretta, che evidenzia: ”Vent’anni fa si è ebbe l’intuizione di costruire un percorso, in modo che Torino riuscisse a superare il percorso della deindustrializzazione. Ma la Torino di oggi non è più quella dell’epoca”.

E così i dem - dopo la sconfitta del 2016 di Piero Fassino, con il capoluogo piemontese consegnata al M5S di Chiara Appendino, ed in tempi più recenti la debacle di Sergio Chiamparino, con la Regione guidata dal centrodestra di Alberto Cirio – provano a ripartire. Ieri sera si è svolta in videoconferenza la Direzione Metropolitana del Partito Democratico, nel corso della quale è stato approvato un documento condiviso per le amministrative del 2021.

Un primo step a cui seguiranno incontri nelle Circoscrizioni, con le associazioni e i quartieri, con gli alleati nel Consiglio Comunale e un forum con i consiglieri della Città Metropolitana. “La nostra idea – spiega Carretta – è quella di una Torino globale, vicino ai 300 Comuni che compongono la provincia. Un capoluogo in grado di coordinare politiche territoriali di ampio respiro su ambiente, trasporti e non solo. Una Torino più vicina a Milano e Genova”. Un percorso che porterà poi a novembre alla scelta del candidato sindaco.

Sulle modalità per individuare il nome del successore di Piero Fassino il campo resta aperto. “Le primarie – sottolinea il Segretario Metropolitano - si possono evitare facendo sintesi politica, ma non si possono escludere. Se ci sono devono diventare un valore aggiunto, rispetto ad campagna elettorale complicata: devono rendere ancora più coeso un campo allargato”.

Nelle ultime elezioni amministrative del territorio spesso infatti le consultazioni interne del Pd si sono trasformate poi in un fratricidio. Ultimo caso in ordine di tempo è Ivrea, dove la sconfitta Elisabetta Ballaurio ha lasciato il partito, candidandosi con il centrodestra e diventando addirittura vicesindaco con questa coalizione guidata da Stefano Sertoli. Uno scenario che Carretta non vuole più replicare.

Da qua a novembre il Pd punta a costruire un percorso di cui vuole essere “perno” con tutte le forze di centrosinistra per le elezioni del 2021, nel segno del no ad alleanze con Appendino-M5S ed alternativo al centrodestra, come già annunciato nelle scorse settimane dallo stesso Carretta e dal Segretario Regionale Dem Paolo Furia. “Abbiamo lanciato una call pubblica a tutti quelli che tengono a questa città: vogliamo fare di Torino un laboratorio, che crei un modello e sviluppo per i prossimi 20 anni”, conclude il Segretario Metropolitano.

Cinzia Gatti