In una lettera indirizzata al Premier Giuseppe Conte, gli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri del Piemonte e Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche regionali chiedono di accedere senza incertezze alle risorse messe a disposizione dal MES, il cosiddetto fondo salva stati, che tanto sta facendo discutere la politica.
"La fatica, il dolore e la sofferenza che molti di noi hanno vissuto in prima persona, per lunghi giorni e lunghe notti, durante la fase più grave dell’emergenza sono stati sostenuti dalla dedizione, dall’impegno e dalla passione della maggior parte di coloro che operano con orgoglio nel Servizio sanitario nazionale", si legge nella lettera inviata al Presidente del Consiglio e, per conoscenza, anche al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e ad altri esponenti dell'esecutivo. "Abbiamo lavorato in condizioni del tutto eccezionali, con pochi strumenti e tanti rischi. Abbiamo reagito senza alcuna esitazione, in un sistema che da troppi anni fatica a metterci in condizione di rispondere in modo adeguato ai bisogni di salute delle persone".
"Il nostro Paese ha bisogno di superare le tante debolezze che il sistema socio-sanitario ha accumulato nel corso degli anni. In particolare: ha bisogno di investire nel personale, non solo per colmare il divario con gli altri paesi (abbiamo la metà degli infermieri della Francia, c’è una crescente carenza di medici specialisti e di famiglia), ma anche per rivedere i percorsi formativi universitari e di aggiornamento continuo; ha bisogno di ringiovanire la dotazione di professionisti: l’età media è di oltre 51 anni, a inizio secolo era di 43 anni".
"E ancora, ha bisogno di costruire rapidamente nuovi ospedali (i vecchi ospedali si sono mostrati poco flessibili di fronte all’emergenza. Servirebbero 32 miliardi di euro solo per metterli in sicurezza e sostituire i più obsoleti); ha bisogno di più risorse per la ricerca, compresa quella organizzativa e sui servizi sanitari; ha bisogno di un forte potenziamento dell’assistenza territoriale, spesso trascurata, soprattutto nei confronti delle persone più fragili; ha bisogno di avviare un serio percorso di superamento dei divari fra Nord e Sud (il Sud rinuncia a circa 2 miliardi di euro all’anno a causa della mobilità verso il Centro-Nord); ha bisogno di rafforzare i servizi di prevenzione, dai servizi vaccinali alla sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro".
"Insomma, abbiamo bisogno di un Piano straordinario di rafforzamento del Servizio sanitario nazionale. Anche per questi motivi chiediamo che i 36 miliardi di euro finalizzati alla sanità, ai sensi dell’articolo 13 del trattato del MES, siano richiesti subito e per progetti di riqualificazione e potenziamento del sistema sanitario".
"Si individuino priorità e strumenti per raggiungere tempestivamente e in modo efficace risultati importanti, senza sprecare tempo e denaro prezioso, ma puntando a risultati concreti. Il nostro Paese ha le competenze e le sensibilità per avviare un progetto straordinario a beneficio di tutta la popolazione", conclude la nota degli esponenti della sanità piemontese. "Abbiate fiducia in noi. Rompete gli indugi. Non c’è altro tempo da perdere".