Elezioni comune di Torino

 / Attualità

Attualità | 18 giugno 2020, 09:31

A Cavour “va in pensione” l’ultimo pesatore del Pinerolese

Aldo Beltramo e la moglie, Carmen Roque, hanno gestito il servizio per circa 25 anni. Ora il sistema è automatico

A Cavour “va in pensione” l’ultimo pesatore del Pinerolese

Il lockdown ha mandato in pensione l’ultimo pesatore del Pinerolese. Aldo Beltramo assieme alla moglie, Carmen Roque, ha gestito per circa 25 anni il peso pubblico di Cavour, in centro paese. Sospeso il lavoro con l’entrata in vigore delle misure di contenimento dei contagi, il loro servizio è stato sostituito dal sistema automatico di pesatura attivo ormai dappertutto: «Non ricordo altri colleghi nelle vicinanze, era rimasto forse un solo pesatore a Poirino. Per il resto, negli altri luoghi, ormai il sistema era automatico» conferma Beltramo.

Come fanno i sistemi automatici anche marito e moglie offrivano il servizio 24 ore su 24: «Pur di vederci affidato dal Comune il servizio, avevamo offerto all’ente questa garanzia» ricorda Beltramo. Così lui, la moglie catalana e i due figli nati in Olanda, si erano trasferiti a vivere nei locali sotto l’ala del peso in modo da poter intervenire in qualsiasi momento e iniziando così una nuova vita sedentaria: «Prima facevamo tutt’altra vita: per trent’anni ho fatto l’autotrasportatore viaggiando in continuazione in Europa, soprattutto in Spagna, Portogallo e Inghilterra. Per qualche anno mi sono trasferito in Olanda dove sono nati i miei figli». Proprio loro hanno ereditato la voglia di viaggiare del padre: «Ora uno ha aperto un ristorante a Marbella mentre l’altro è un pilota di aerei, mi piace considerarlo un “autista del cielo”».

Interrotto il lavoro di autotrasportatore per problemi di salute, Beltramo e la moglie si adattarono a uno stile di vita molto diverso: «Il peso era un impegno più che un lavoro, perché magari durante la giornata passavano poche persone ma comunque bisognava essere disponibili e, poi, capitava che la notte si concentrassero le pesate del bestiame diretto verso i macelli». Nelle orecchie, entrambi hanno ancore il suono del campanello con cui venivano chiamati da trasportatori: «Non se n’è andato, soprattutto per mia moglie».

Negli anni, hanno conservato la gestione perché nessuno sembrava più intenzionato a fare quel lavoro: «Io ho ottant’anni e ormai percepivo già le pensione da autotrasportatore, abbiamo però continuato finché abbiamo potuto». Col passare del tempo hanno dovuto affinare la precisione ma soprattutto la pazienza e quelli che erano fastidi allora ora sono ricordi quasi divertenti: «Capitava che la gente studiasse strategie per truccare le pesate ad esempio quando posavano un vitello sulla pedana, poteva capitare che la spingessero di nascosto con un bastone in mondo da far risultare l’animale più pesante. Bisognava essere pazienti per non litigare».

Elisa Rollino

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium