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Eventi | 25 giugno 2020, 14:02

Venaria, 30 anni fa l'inizio della meravigliosa avventura del sogno di "rinascita" della Reggia [FOTO]

Era il 22 giugno del 1990 quando iniziò a operare il progetto legato al recupero della splendida residenza sabauda

Il gruppo dei volontari AVTA

Il gruppo dei volontari AVTA

Era il 22 giugno del 1990 quando iniziò ad operare il progetto “Rinascita”. Chiaro sin dall’inizio l’obiettivo: lavorare per aprire al pubblico il cantiere della Reggia, la Reggia di Venaria, che allora era un rudere rimasto in piedi quasi per miracolo.

Una data importante, quindi, che diede il via alla possibilità, per il grande pubblico, di ammirare i volumi e le maestrie architettoniche del Castellamonte, del Garove, dello Juvarra che, benché sopite per decenni in un velo di indifferenza, resistettero all’incuria e all’abbandono.

Ma il vento era cambiato. L’A.V.T.A. - Associazione Venariese Tutela Ambiente Beni Culturali – Amici Reggia di Venaria Reale, ebbe il coraggio e la lungimiranza di comprendere che era importante cominciare a far muovere il colosso di pietre e mattoni, ingabbiato nelle linee tracciate da immensi architetti dell’epoca, ora finalmente proteso verso la conoscenza del mondo. Allora si iniziò un percorso virtuoso dando inizio ad una lunga serie di eventi e manifestazioni, che faranno rifiorire il complesso venariese con visite guidate che porteranno esponenti della cultura, dell'industria e della politica. 

Viene così creato un fondo, necessario per perseguire gli obiettivi: il “Fondo Promozione Restauro”, che consentirà in primis di gestire gli eventi e le visite al cantiere della Reggia. Ma si è solo all’inizio di un lungo e unico percorso. Dal 1990 al 1998 l’A.V.T.A. ha gestito le visite e gli eventi al cantiere della Reggia di Venaria Reale. Dal 1999 al 2007 l’A.V.T.A. ha collaborato con la nuova struttura organizzativa “Progetto La Venaria Reale”, procedendo parallelamente al parziale recupero del complesso, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte. Dal 2008 ha continuato ad operare in collaborazione con il “Consorzio di Valorizzazione Culturale La Venaria Reale”, oggi con il “Consorzio delle Residenze Reali Sabaude”. Dal 2011 al 2013 l’A.V.T.A., mediante Convenzione con la “Fondazione Centro del Cavallo La Venaria Reale”, ha operato presso il Centro con il sostegno degli Amici della Reggia, sia in ambito organizzativo e promozionale sia di comunicazione.

Il 21 Marzo 2005 è la data di un primo importante passo verso la realizzazione del sogno: l’inaugurazione del "Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale". A tutt’oggi continua la collaborazione. Ma è nel 2007 che avviene l’apoteosi. Il progetto “Rinascita” raggiunge il suo più alto obiettivo: La Reggia vede la una nuova e raggiante alba, il 12 ottobre, con l’apertura dei suoi maestoso complesso, un futuro segnato. Il resto, in un crescendo di visitatori e riconoscimenti a livello internazionale, per tutto l’area che comprende La Venaria Reale, dai Giardini, al Centro di Conservazione e Restauro, ora anche agli Appartamenti Reali del Parco La Mandria e del nucleo centrale della stessa Reggia, è cronaca recente. Vogliamo concludere con il motto, proprio degli Amici della Reggia, che facciamo anche nostro: “Arriverete ospiti, partirete amici. Tornerete Ambasciatori della Venaria Reale nel mondo”. Sicuramente una persona su tutte ha inseguito di più questo sogno, a cui dobbiamo riconoscenza tutti, cittadini del mondo e amanti dell’arte: Gianfranco Falzoni, motore instancabile e caparbiamente innamorato di un sogno che è diventato proprietà di tutti, un bene culturale che è segno di Rinascita per l’intero sistema museale italiano.

Ancora una volta, nel nostro Paese, grazie all'impegno dei volontari, che dedicano il loro preziosissimo tempo, le loro competenze, senza percepire denaro, si sono raggiunti risultati straordinari. Gianfranco Falzoni - dopo lunghi confronti con Gino Vanzi e Matteo Paschetta - ebbe l'intuizione di fondare l'Avta e tuttora, presidente dell'A.V.T.A., si impegna quotidianamente, insieme ai volontari dell'associazione. Una metamorfosi che ha il sapore dell'ultraterreno, per cui c'è ancora molto da fare, ma che certamente senza i volontari, della prima ora e attuali (Falzoni e Vanzi sono stati recentemente nominati HeroesMuseumWeek), sarebbe rimasto un sogno e probabilmente solo macerie frutto di una demolizione, fortunatamente mai avvenuta.

redazione

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