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Immortali | 30 giugno 2020, 07:46

Valori senza tempo: buon compleanno Leo Junior

“Con i miei amici brasiliani ricordo sempre che ai giocatori che non hanno vestito almeno una volta la maglia granata manca qualcosa. Il Toro è un'idea, una fede, un modo di essere”

Valori senza tempo: buon compleanno Leo Junior

Ieri, lunedì 29 giugno, Leovegildo Lins da Gama, noto in tutto il mondo del calcio come Leo Junior, ha compiuto 66 anni. L'immagine con cui lo ricorda Alessandro Muliari, che ha curato la grafica ed i contenuti di questo articolo, lo riporta in maglia granata, felice dopo un goal, con a fianco un riquadro che riporta una sua frase, entrata nella storia del Toro: “Con i miei amici brasiliani ricordo sempre che ai giocatori che non hanno vestito almeno una volta la maglia granata manca qualcosa. Il Toro è un'idea, una fede, un modo di essere”.

Sarebbe interessante datare questa affermazione di Leo, perché purtroppo, come le mozzarelle, anche le frasi hanno una scadenza, a dispetto del grande cuore e della totale sincerità di chi le ha in quel preciso momento e contesto storico pronunciate, distillandole dal proprio vissuto, dalla propria anima.

Se per il Toro di Junior non fa una grinza, sul Torino FC, volutamente distinto dal Toro, stona come gli scarponi da sci sotto una muta da sub; ma ve lo ricordate quel Toro?

Presidente Sergio Rossi, un Signore, con la S maiuscola. Uno che allo stadio andava senza appendere i manifesti e soprattutto senza apparire, lasciando la luce dei riflettori ai protagonisti: i giocatori ed il mister. Un imprenditore che sapeva coniugare la gestione col cuore. Mi raccontò Piero Dardanello, indimenticato direttore di Tuttosport, che quando gli aveva magnificato le doti di un giovane Maradona, prima che venisse in Europa a deliziare il pubblico con la maglia del Barça, Rossi era sbottato, mettendo mano al libretto degli assegni: “sà, vaire a côsta as Maradona?”, ovvero, “allora, quanto costa sto Maradona?” Maradona non arrivò, ma Junior è Dossena, due indiscussi campioni a dirigere le sinfonie in campo e Radice, sergente di ferro di rientro, dopo lo storico scudetto del ‘76 in panchina si, e fu un clamoroso secondo posto in campionato, dopo un avvincente duello fino all'ultima giornata col Verona di Bagnoli.

Una squadra di uomini, prima ancora che di professionisti di primissimo livello, gente con valori profondi e solidi, sicuramente agevolati dal vivere un calcio diverso da quello di oggi, ma che di quel calcio erano le solide fondamenta ed in quel calcio ci si riconoscevano a perfezione.

Chissà se Leo ci si riconosce ancora, in quella frase, se seguendo la moda di oggi, ovvero di rileggere il passato con gli occhi del presente, gli venisse chiesto se ancora crede che quell’aforisma di ieri, sia calzante alla situazione di oggi.

Per quel che mi riguarda, preferisco tenermi il dubbio e rivolgere a Junior i miei più sinceri e calorosi auguri di buon compleanno, accompagnati dai più sentiti ringraziamenti per tutto quello che, alla causa granata, ha dato in campo e fuori.

Buon compleanno, Campione tra i campioni.

Domenico Beccaria

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