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Economia e lavoro | 02 luglio 2020, 18:30

Torino verso la revisione del Piano Regolatore, Appendino:"Rendiamo la città più capace di rispondere alle necessità degli investitori"

Prevista maggiore flessibilità per le destinazioni d’uso ammesse, riducendo la differenziazione delle aree normative, che passano dalle attuali 23 alle 13

Torino verso la revisione del Piano Regolatore, Appendino:"Rendiamo  la città più capace di rispondere alle necessità degli investitori"

Rendiamo la città più capace di rispondere alle necessità degli investitori”. Con queste parole la sindaca Chiara Appendino ha presentato la proposta tecnica del progetto preliminare della revisione del Piano Regolatore Generale, approvata questo pomeriggio dalla Giunta comunale.

L’attuale PRG risale a mezzo secolo fa e negli ultimi 25 anni ha subito 600 modifiche. “Nel 1995 – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Antonino Iaria – si pensava che la città avrebbe avuto un incremento di residenti, fino a raggiungere un milione e 151 mila: quelli fluttuanti, come ad esempio gli universitari, erano circa 4 mila”. “Torino – ha proseguito – è cambiata: non ha avuto l’aumento previsto di abitanti, che si sono spostati a vivere nei comuni limitrofi”.

La revisione del Piano Regolatore della giunta Appendino prevede 966 mila torinesi, con una crescita di “temporanei” fino a 131 mila 267. “Abbiamo poi una stima -ha chiarito Iaria - di 300 mila city user, cioè persone che entrano in città e la usano: questo dimostra come dobbiamo lavorare su una serie di servizi”.

 “Ci eravamo dati come obiettivo di mandato – ha aggiunto la sindaca, spiegando come le deleghe sul Piano Regolatore passano da lei a Iaria – la revisione del PRG. Abbiamo voluto creare uno strumento di programmazione flessibile e dinamico, che consenta in tempi rapidi di rispondere alle esigenze dei cittadini e del territorio: questo è essenziale”.

Il provvedimento presentato introduce parametri di maggiore flessibilità per le destinazioni d’uso ammesse, riducendo la differenziazione delle aree normative, che passano dalle attuali 23 alle 13 della Proposta Tecnica. “Si è voluto salvaguardare – aggiunge Iarìa – sia il “costruito”, inteso come suolo già “consumato” da recuperare e sfruttare, e sia tutelare le aree disponibili attualmente non utilizzate, da preservare con usi temporanei, quale patrimonio della trasformazione produttiva futura, includendo tutte le possibilità di sviluppo compatibili con la necessità economiche aumentando la qualità ambientale del costruito”.

Ora la proposta tecnica passerà al vaglio del Consiglio Comunale per l'approvazione.

Cinzia Gatti

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