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Cultura e spettacoli | 07 luglio 2020, 14:01

Morici, il vincitore della prima Pinerolo Photo Marathon che "taglia la testa alla Cavalleria"

In uno dei suoi scatti in competizione ha lanciato una provocazione sull’identità della città

Foto di Orlando Morici in concorso

Foto di Orlando Morici in concorso

Difficile essere un fotografo urbano in una città di provincia come Pinerolo, tanto più continuare a prediligere per i propri scatti il taglio sociale in un periodo in cui la socialità è messa a dura prova. Orlando Morici, il fotografo che ha vinto la prima Pinerolo Photo Marathon, tuttavia non si è arreso nemmeno nei giorni di lockdown in cui la vita è rimasta sospesa, le città svuotate e gli incontri rari. «Amo Pinerolo, città in cui vivo, ma mi piace fotografare la periferia urbana e nei miei scatti c’è sempre un soggetto umano o un animale, a volte anche solo un accenno, come fosse una silhouette» rivela Morici. Manutentore delle case dei richiedenti asilo di Carignano, gestite dall’associazione di promozione sociale “Tra Me”, Morici ha sfruttato gli incontri sul lavoro e gli spostamenti in auto per ritrarre quella particolare umanità che ha caratterizzato i giorni di confinamento domestico: «In particolare ho documentato la vita quotidiana dei ragazzi richiedenti asilo e la loro iniziativa di raccolta fondi per rifornire la Protezione civile di dispositivi di protezione individuale».

Nella categoria “P come Pinerolo” della maratona fotografica, lo scatto di Morici mostra un particolare del Museo della Cavalleria dove, accanto a una statua con una cavallo si vede un militare ma la sua testa è fuori dall’inquadratura: «Tagliargli la testa ha un significato provocatorio, è un modo  per riflettere sul futuro di quella che abbiamo sempre chiamato la “Città della Cavalleria”». Quarantatreenne, nella sua vita l’interesse per i temi sociali ha incontrato la passione della fotografia solo recentemente: «Ho iniziato a scattare nel 2015: tutto è partito con un viaggio ad Edimburgo attrezzato solo di un cellulare. È stato un fotografo a incoraggiarmi facendomi notare che avevo un buon occhio». Ora Morici lavora con una mirrorless, obiettivo 35 mm, tuttavia non demonizza l’utilizzo dello smartphone: «Non ammazza il mondo della fotografia anzi potrebbe essere uno stimolo: se sviluppi la passione puoi poi passare alla macchina fotografica».

Elisa Rollino

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