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Cronaca | 09 luglio 2020, 17:05

La Croce verde di Porte saluta “Nonno Berghi”

Era il factotum dell’associazione ed «era sempre disponibile con tutti, bastava una telefonata»

(Foto di Eugen Strungariu)

(Foto di Eugen Strungariu)

Lo chiamavano “Nonno”, un po’ per l’età, un po’ per la battuta pronta e la voglia di chiacchierare con giovani e meno giovani. Renzo Berghi è entrato in Croce verde a Porte nel 1997 e oggi il gruppo ne piange la scomparsa a 81 anni.

Berghi, di casa a Villar Perosa, dipendente Skf, nella sua avventura nell’associazione si è portato dietro la moglie Giuliana, che è mancata qualche anno fa. La sede del Comitato di Porte è diventata la sua seconda casa e lui negli anni ha fatto letteralmente di tutto, fino a qualche mese fa, quando ha dovuto ridurre il suo impegno per problemi di salute.

«Era il nostro factotum e ci mancherà moltissimo – racconta il vicepresidente Dante Martinat –. Ha fatto davvero di tutto, dal volontario del 118 ai trasporti ordinari, nonché il portabandiera nelle cerimonie e nelle ricorrenze».  Ma aveva anche un istinto pratico e si dedicava alle riparazioni nella sede: «In macchina aveva sempre delle attrezzature e, quando c’era un problema, si metteva lì finché non trovava il guasto e lo risolveva».

Uomo dal carattere deciso, “Nonno Berghi” si distingueva anche per la disponibilità: «Se qualcuno non riusciva a fare un servizio o doveva fare un cambio turno, bastava che alzasse il telefono e lui arrivava». 

Marco Bertello

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