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Economia e lavoro | 10 luglio 2020, 15:56

Ex Olisistem Start, si riaccende la protesta dei lavoratori: due ore di sciopero

La protesta dopo che la nuova proprità, Innovaway, ha apportato altri tagli a pause, buoni pasto e 500 euro previsti dal contratto nazionale. Bianchino (Fim): "E’ una fase difficile, e andrebbe gestita con serietà ed attenzione sociale, più di ogni altra crisi"

Ex Olisistem Start, si riaccende la protesta dei lavoratori: due ore di sciopero

Si riaccende la protesta dei lavoratori ex Olisistem Start, l'azienda di Settimo Torinese dove i sindacati hanno indetto due ore di sciopero "contro la Innovaway, per difendere nuovamente la propria retribuzione".

Si riapre così una ferita che si pensava chiusa. Non è infatti bastato ai lavoratori ex Olisistem Start aver difeso, a gennaio scorso, la propria posizione salariale dal taglio che voleva imporre la Innovaway, azienda che ha rilevato questi lavoratori e le relative commesse (tra le quali principalmente quelle per i servizi a Banca Intesa San Paolo). "Dopo aver trovato un accordo su quell’inizio difficile si pensava di essersi lasciati alle spalle le problematiche legate alla crisi Olisistem - dicono i rappresentanti dei lavoratori -. Sindacalmente si è cercato di favorire un percorso di piena collaborazione tra lavoratori ed azienda anche nell’ambito della inaspettata problematica del Covid19. Ma nel frattempo da una parte a parole la Direzione Innovaway si rendeva disponibile al confronto sindacale, dall’altra ha operato in modo unilaterale con il taglio del 30% delle pause, l'attivazione dello Smart Working riducendo il salario aggiuntivo (in particolare i buoni pasto) e col mancato rispetto nel pagamento dei fondi pensione contrattuali", si legge sempre nella nota dei rappresentanti dei lavoratori.

Ed in ultimo la scelta unilaterale, non comunicata, di non erogare questo mese i circa 500 euro previsti dal contratto nazionale quale elemento retributivo per le aziende senza premi di risultato. "E' davvero preoccupante che un’ azienda possa far venir meno parte della retribuzione in modo così indifferente alle ripercussioni sulla famiglia di questi lavoratori, magari già alle prese con un coniuge in cassa integrazione - commenta Vito Bianchino, della Fim-Cisl -. E’ una fase difficile, e andrebbe gestita con serietà ed attenzione sociale, più di ogni altra crisi”.

A livello aziendale la Fim-Cisl si attiverà per chiedere un confronto con i vertici Innovaway: “da parte nostra vogliamo evitare ulteriori tensioni ed auspichiamo da parte aziendale una disponibilità in tal senso”.

M.Sci

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