Il Salotto di Madama Giovanna | 14 luglio 2020, 14:00

Orgoglio cittadino o monumento da ignorare: il Duomo di Torino fa discutere da sempre. A voi piace?

I torinesi lo snobbano o addirittura se ne vergognano. Ma, al di là della vista sul "palazzaccio", vale la pena rivalutarlo: è infatti semplicemente fuori contesto

Orgoglio cittadino o monumento da ignorare: il Duomo di Torino fa discutere da sempre. A voi piace?

A voi piace il duomo? A molti sicuramente... no. Ai torinesi il duomo non piace, o per lo meno, se abbiamo ospiti da fuori Torino, il duomo non è la prima cosa che facciamo vedere loro: provate a fare lo stesso discorso a Milano, a Firenze o a Modena.

Ecco, lì qualunque abitante della città ve lo mostrerebbe con orgoglio, cosa che qui non abbiamo. Anzi, in un certo qual modo ce ne vergogniamo quasi, giustificandoci per la sua modestia e la sua semplicità, e passandoci velocemente, sperando che nessuno giri la testa verso il palazzaccio, che lì sì veramente non sapremmo che pesci prendere. Insomma, se non ci fosse la Sindone dentro, che riscatta un po' la semplicità dell'edificio, il duomo sarebbe solo un grande imbarazzo.

Eppure è tempo di riscattarlo. Giustizia per il Duomo! il Duomo è brutto? Anche no! E' solo fuori contesto. Tuttavia, proprio per questo va guardato con tenerezza e affetto. Tutto succede perché a Torino siamo abituati ad altre forme, allo splendore barocco, agli ampi spazi delle piazze alla francese, ai fasti delle decorazioni nelle residenze sabaude: tutto questo il duomo non ce l'ha, testimone semplice di una storia ben più lunga di quella raccontata da Palazzo Reale, o da Piazza San Carlo: siamo nel 1492 e l'arcivescovo di Torino decide la demolizione di tre chiese paleocristiane per la costruzione del Duomo dedicato a San Giovanni Battista. L'impresa nella sua semplicità è grandiosa. A Torino arriva il Rinascimento. Quello stesso rinascimento che in centro Italia ci riporta agli sfarzi delle corti quattrocentesche, e che gioca un ruolo così importante nella cultura e nell'immaginario italiano (anche di come ci vedono all'estero), in realtà arriva anche qui con l'architetto Meo del Caprino (di Settignano, prov. Firenze). Ma è un unicum, un bagliore nelle oscurità della piccola Torino medievale, ancora lontana dall'essere capitale barocca. e così rimane, isolato.

Eppure significa tanto. Significa che anche qui arrivano le forme semplici, razionali e armoniche di Santa Maria Novella e del Tempio Malatestiano di Rimini, che per altro rimarrà per sempre incompleto, legando Torino alla storia dell'arte italiana. Provate a immaginarlo altrove: starebbe benissimo. Qui è proprio solo fuori contesto. In un altro luogo del centro italia, i turisti lo ammirerebbero estasiati. Qui, no. E un altro mito da sfatare e la mancata devozione a san Giovanni da parte dei torinesi, che invece preferirebbero la Madonna (es. la Consolata). Pensate che nel 1430 Amedeo VIII puniva con un'ammenda spropositata chi bestemmiava contro San Giovanni: 50 scudi, oltre a incappare nella fustigazione, e in caso di recidività, anche la perforazione della lingua.

Turin Tour

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Il Salotto di Madama Giovanna

Il salotto è la parte della casa dedicata al tempo libero; ci si coltivano le proprie passioni, come la lettura o la visione di un grande classico del cinema. Ma in salotto si accolgono anche gli amici; si conversa, ci si confronta e si passano ore spensierate.
Insomma, il Salotto è la stanza preferita anche da noi, che di nome facciamo Turin Tour. Siamo in cinque, ci conosciamo da nove anni e abbiamo una passione che ci ha legato fin dall’inizio: la nostra città. Di professione facciamo le guide turistiche, siamo innamorati di tutto quello che gravita intorno alla prima Capitale d’Italia e crediamo che conoscere la nostra storia e le nostre origini sia fondamentale per capire la città oggi sotto tanti punti di vista. E dunque abbiamo pensato di creare un Salotto virtuale, così da poter parlare di tutto quello che ci passa per la mente che sia legato a Torino: è il Salotto di una Madama Reale, Maria Giovanna Battista di Savoia (1644-1724). Da vera padrona di casa, vi accoglierà e vi delizierà con interessanti racconti di una Torino che è stata, che è e che sarà.

Info: turin-tour.com

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