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Politica | 14 luglio 2020, 20:13

La Torino dell'auto futura? "Si scrive tutti insieme, ma serve l'appoggio di Roma e Bruxelles"

Tavola rotonda su crisi, lavoro e prospettive organizzata da Fiom con la sindaca Appendino, il governatore Cirio, il presidente nazionale Federmeccanica Dal Poz e il segretario Edi Lazzi. "Dobbiamo tornare a essere attrattivi, ma serve un piano chiaro su quello che vogliamo e possiamo fare. Il Governo scelga con chiarezza"

La Torino dell'auto futura? "Si scrive tutti insieme, ma serve l'appoggio di Roma e Bruxelles"

Torino ha il passato, la tradizione, le competenze e l'ecosistema per costruire il futuro. Ma se il domani della città della Mole vuole ancora fare rima con automotive, è necessario un piano chiaro su cosa fare (e come), ma anche l'appoggio chiaro e convinto del Governo e dell'Europa.

E' quanto emerge dalla tavola rotonda che Fiom Torino e provincia ha organizzato alla presenza della sindaca Chiara Appendino, del presidente della Regione, Alberto Cirio, del presidente nazionale di Federmeccanica, Alberto Dal Poz e con il segretario provinciale dei metalmeccanici Cgil, Edi Lazzi.

L'idea condivisa da tutti - parti datoriali, istituzioni locali e rappresentanti dei lavoratori è che c'è un grande tesoro che il capoluogo piemontese può e deve custodire per rispondere alla crisi (del Covid, ma non solo). "Ma serve un Comitato di rilancio - dice Lazzi - Bisogna mettere nero su bianco cosa vogliamo fare e come, a cominciare da un dialogo con Fca-Psa sul futuro degli stabilimenti produttivi torinesi e sull'auto elettrica. La 500 da sola non può bastare".

Sul Comitato è d'accordo anche Dal Poz, che dopo tre anni di presidenza nazionale ha potuto osservare Torino e il Piemonte "da fuori". "Tutti ci riconoscono una tradizione e una competenza che nessuno, per lungo tempo, potrà mettere in discussione. Ma serve anche la capacità di creare una competenza del domani, con un cambiamento che ancora non sappiamo quanto sarà profondo, ma che dovrà attirare nuovi manager e nuovi investitori per la nostra capacità di fare cultura d'impresa".

Cirio invoca decisioni e pianificazione: "Quel che manca nella nostra regione, non da ieri e non per il Covid, è la visione del futuro: dal 2007 abbiamo sempre dovuto rincorrere le emergenze e non c’è stato tempo di ragionare con onestà intellettuale tra tutti i soggetti coinvolti, compresi sindacati e Confindustria, per capire dove vogliamo andare. E’ un qualcosa che è mancato anche al sistema Italia nel suo insieme".

"Come piemontese pretendo che il Governo pretenda su quali regioni puntare per il settore auto, senza regioni in cui l’approccio è assistenzialista o non come realtà come l’Emilia Romagna dove si sono costruiti una reputazione da filiera che però non può competere con la nostra tradizione. Per ospitare la fabbrica di batterie c’è già la concorrenza di alcune regioni che si candidano, ma noi possiamo disporre della storia di ieri e di quella di domani. E saremo pronti a metterci a disposizione: ma vogliamo una parola chiara dall’esecutivo”.

Sulla fusione tra Fca e Psa, il governatore ammonisce: "Abbiamo seguito passo passo la trattativa e i francesi ci hanno insegnato qualcosa, visto che sono stati piuttosto attenti e il loro Governo, prima di autorizzare, ha voluto garanzie per l’auto in Francia. In Italia avremmo potuto sfruttare l’occasione per mettere in chiaro cosa sarebbe rimasto sul nostro territorio, parlando in maniera chiara con FCA".

Sulle potenzialità del nostro territorio è d'accordo anche Appendino: "Si è spesso pensato, sbagliando, che la città potesse dipendere solo da Turismo e Cultura. Ma per vocazione e numeri quella industriale rimane la dimensione economica di riferimento, con filiere di imprese formate da realtà grandi, piccole e medie e che interconnettono l'automotive con l'aerospazio. A questi si aggiungono un sistema universitario e di competenze che rende il territorio attrattivo come pochi".

E se da un lato la prima cittadina garantisce l'impegno di Palazzo Civico, da un lato, nella gestione delle crisi, dall'altro la missione è creare un ecosistema funzionale alla sviluppo dell'auto del futuro. "Come le colonnine di ricarica, che stiamo installando per chi vorrà acquistare un’auto come la 500 elettrica. Bisogna ragionare in un'ottica di visione complessiva".

E a chi spera che sia proprio la vicinanza politica del Comune con il Governo a far toccare le leve giuste, Appendino replica: "Il Governo non è che non abbia puntato su Torino e il Piemonte, tra fondi per la metropolitana e il Polo di eccellenza di TNE, così come sul progetto Area di Crisi. L’impostazione per il futuro dell'auto è buona e ce l’abbiamo: il progetto deve però essere finanziato perché è un buon progetto, non perché il Comune ha lo stesso colore politico del governo. Anche perché i colori passano, ma un buon progetto sa camminare sulle sue gambe”.

“Sono assolutamente d’accordo sul tavolo – conclude la sindaca – e dobbiamo essere in grado, oltre ad attirare nuove realtà come MSC, anche di trattenere e non disperdere quello che già abbiamo, in termini di competenze e lavoratori. Non solo per una questione di reddito, ma anche perché sono professionalità su cui il nostro territorio e le nostre imprese hanno investito".

"Ci siamo anche noi per parlare con un’unica voce al Governo nazionale, che dovrà fare delle scelte".

Massimiliano Sciullo

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