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Attualità | 29 luglio 2020, 12:34

Offerta per il Toro, la cordata gioca a nascondino: “Siamo imprenditori torinesi, oggi sentiremo Cairo” [VIDEO]

Un leader, imprenditori torinesi e nessuna informazione sul capitale. Tanti dubbi tra i tifosi per un interesse che ricorda la querelle con Ciuccariello: “Sembra di stare su scherzi a parte”

Offerta per il Toro, la cordata gioca a nascondino: “Siamo imprenditori torinesi, oggi sentiremo Cairo” [VIDEO]

Si presentano accompagnati da tanti dubbi e domande senza risposta gli advisor incaricati di manifestare l’interesse per l’acquisizione del Torino Calcio: nella sede della Console Partners, in corso Galileo Ferraris, questa mattina ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione della cordata che vorrebbe rilevare il Toro da Urbano Cairo.

Una presentazione condita da gaffe, incertezza e rabbia tra i media prima respinti, poi fatti entrare in una sala minuscola e infine lasciati senza risposte a informazioni tanto basilari quanti importanti. “Vogliamo portare in alto il Toro, che deve tornare alla gente e al popolo granata” affermano Simone Servetti, Console and Partners, l’avvocato Massimo Scalari, avvocato di Console e Partners e Giuseppe Pipicella, advisor di una delle parti coinvolte.

La cordata che rappresentano, per il momento però, gioca a nascondino: “Non possiamo fare i nomi, abbiamo avuto mandato di segretezza” spiegano al tavolo della conferenza. Qualcosa, però, trapela: la cordata sarebbe composta da imprenditori perlopiù torinesi, con un leader di riferimento e il coinvolgimento di ex giocatori granata. Sul capitale a disposizione nessuno vuole sbilanciarsi, ma gli advisor garantiscono: “Ne abbiamo appurato capacità finanziaria e solidità economica”. La liquidità a disposizione, a detta dei rappresentati, sarebbe superiore ai 100 milioni indicati nelle scorse settimane. Di fatto, come spiegato da Servetti, oggi pomeriggio la Console and partners contatterà Urbano Cairo al fine di presentargli una manifestazione di interesse.

Illustrando il progetto, gli advisor identificano come due pilastri il coinvolgimento del popolo granata e l’innovazione. “Abbiamo risorse per innovazione e potenziamento della rosa. Primo obiettivo è la parte alta della classifica, poi Europa nel primo triennio dal momento dell’acquisizione” affermano. Tra i punti presentati vi è poi lo sviluppo delle giovanili e del calcio femminile. Un tema è poi quello della volontà di ricorrere all’azionariato popolare, coinvolgendo la tifoseria granata non solo economicamente, ma anche nell’aspetto decisionale. 

Parole vaghe, non seguite da riferimenti precisi e puntuali, che abbinate alla disorganizzazione con mail sbagliate, cambi di location e difficoltà di ricevimento dei media, suscitano più di un dubbio tra i tifosi del Toro. 

Inequivocabile, in tal senso, il pensiero di Pierluigi Marengo, ex presidente e ora storico tifoso del Toro: “La sensazione è quella di stare a Scherzi a parte. Qui non c’è nulla: conferenza stampa, un progetto, informazioni sul capitale. Niente: abbiamo trovato tre persone che dubito conoscano il mondo del calcio, in particolare sul popolo granata che vogliono coinvolgere”. “Queste situazioni - conclude amaro Marengo - finiscono solo per rafforzare Cairo nel suo dire ’se non io, chi?’ che è la sua forza nel rimanere in sella”.

Andrea Parisotto

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