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Attualità | 01 agosto 2020, 11:54

Auto nel Palacurling di Pinerolo: «L’hanno fatto per barcamenarsi»

La vicenda del 6 luglio è finita in Consiglio comunale, ma lo Sporting assicura: «Non abbiamo preso soldi»

Auto nel Palacurling di Pinerolo: «L’hanno fatto per barcamenarsi»

Il sindaco Luca Salvai il suo vice Francesca Costarelli in Consiglio comunale hanno fatto luce sulla vicenda del Palacurling trasformato in autorimessa temporanea. Per loro è stato un tentativo di stare a galla, visto il disavanzo nella gestione della struttura, che oscillerebbe tra i 40 e i 50mila euro annui. Ma dallo Sporting club Pinerolo, gestore dell’impianto, assicurano che non c’è stato uno scambio di soldi.

A porre la questione in Consiglio è stato il capogruppo Pd Luca Barbero, con un’interrogazione su quanto successo lo scorso 6 luglio. Nella discussione è intervenuto anche il consigliere Mauro Martina di Forza Italia, che ha incalzato la Giunta: «Pensavo che fosse accaduto per mancanza di cognizione. La vicenda era stata venduta così, ma a questo punto mi sorge una domanda, mi viene da pensare che chi gestisce la struttura lo abbia fatto per sopravvivere». Un’ipotesi a cui il sindaco e il vice hanno dato sponda, annuendo. Costarelli ha spiegato che «stanno cercando di barcamenarsi, probabilmente accettando anche uno scambio di aiuti con questa azienda di auto. Gli altri anni, per esempio, è sempre stata fatta l’estate ragazzi nel Palacurling, che con il ghiaccio c’entra poco».

Laura Muzzarelli, presidente dello Sporting ammette: «Abbiamo compiuto un’ingenuità e, pensandoci bene, abbiamo corso un rischio grosso», ma assicura: «Non abbiamo preso soldi in cambio. L’idea era di aprire una collaborazione come c’è già sul Palaghiaccio con un’altra azienda che vende auto». Lei infatti, al momento del controllo dei vigili, quel lunedì, aveva parlato di «una cortesia».

Martina ha chiesto di avere una relazione dettagliata sull’accaduto. E intanto in Comune si ragiona sulle sanzioni da applicare. Da un lato c’è l’Ufficio sport che può fare una multa oppure rescindere l’accordo di gestione. Dall’altro c’è il procedimento dei Vigili che hanno constatato questo cambio di destinazione d’uso temporaneo e, oltre a una sanzione amministrativa (si parlava del mancato rispetto della normativa antincendio), c’è il rischio di conseguenze penali, in caso di danni all’impianto.

Marco Bertello

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