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Economia e lavoro | 02 agosto 2020, 07:15

Anche il commercio torinese lancia l'allarme: entro fine anno sono a rischio 15mila imprese e 40mila posti di lavoro

Coppa (Ascom): "Chiediamo misure e ammortizzatori funzionali al percorso di rilancio del Territorio e della sua economia già nel Decreto Agosto"

Anche il commercio torinese lancia l'allarme: entro fine anno sono a rischio 15mila imprese e 40mila posti di lavoro

Entro fine anno a rischio oltre 270.000 imprese a livello nazionale, che per il territorio metropolitano di Torino significano 15.000 imprese e 40.000 addetti in meno nei settori del Commercio, Turismo e Servizi. Mentre i sindacati (ri-lanciano) i temi della Vertenza Torino, anche il mondo del terziario fa sentire la propria voce. E lo fanno con numeri decisamente preoccupanti. 

“Occorre un’azione congiunta, a livello nazionale e territoriale, - sostiene Maria Luisa Coppa presidente Ascom Confcommercio Torino e provincia - facendo rete tra le Istituzioni e le Imprese, attraverso le Organizzazioni di rappresentanza, per individuare le strategie e dare loro gambe sul territorio: abbattere la burocrazia, ridurre i costi per le imprese, rilanciare i consumi, intervenire sulla liquidità, ancora insufficiente. Queste le richieste che a livello nazionale ed a livello territoriale poniamo alla politica, lanciando sul territorio torinese un tavolo per la ricostruzione che veda gli stakeholders pubblici e privati tornare a fare squadra per vincere l’emergenza”.

“Fondamentale per questo la leva della gestione dell’occupazione che ha visto un calo significativo di occupazione anche autonoma– precisa Carlo Alberto Carpignano direttore generale Ascom Confcommercio Torino e provincia –: il “decreto Agosto” deve allineare ammortizzatori sociali e divieto di licenziamento, per evitare di drogare il mercato del lavoro, sostenendo l’occupazione dipendente e consentendo a quella autonoma di tornare a fare impresa. Ci aspettiamo ammortizzatori sociali funzionali ai percorsi di rilancio dei consumi e dell’economia, che non irrigidiscano le regole con paletti e vincoli o con costi eccessivi ma che siano davvero funzionali ad un rilancio del nostro territorio”.

Massimiliano Sciullo

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