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Cronaca | 07 agosto 2020, 07:29

Dopo l'esplosione in Libano, una voce da Grugliasco: "Paese pronto a rialzarsi, ma chiede chiarezza e giustizia"

A parlare è Fatima Chkeir, consigliera comunale del Pd cittadino, laureanda in farmacia e libanese di origine

Dopo l'esplosione in Libano, una voce da Grugliasco: "Paese pronto a rialzarsi, ma chiede chiarezza e giustizia"

Preoccupazione e sgomento per ciò che è accaduto nel porto di Beirut: l'eco del disastro che si è verificato nei giorni scorsi in Libano, con l'esplosione che ha causato decine di morti e ancora più feriti, arriva anche dal Partito democratico di Grugliasco. In particolare, arriva da Fatima Chkeir, consigliera comunale del Pd, ma soprattutto di origine libanese.

"E'avvenuta un'esplosione che è stata paragonata ad una bomba di tipo nucleare. La causa: 2750 tonnellate di nitrato di ammonio stoccate nel deposito portuale dal 2014. Il nitrato di ammonio è una sostanza chimica utilizzata nella composizione di fertilizzanti ma anche di esplosivi - ricorda Chkeir -. Ciò che ha innescato l'esplosione è ancora ignoto, ma c'è da domandarsi il perché della presenza di una tale quantità di sostanza pericolosa nel centro di Beirut e del perché è bloccata li dal 2014 – prosegue - . Alcune fonti dicono che il nitrato di ammonio era stato sequestrato da una nave che era in procinto di affondare. Nulla risulta ancora chiaro, il ministro degli esteri libanese ha annunciato la creazione di una commissione di indagine per fornire risposte al popolo scioccato da tale avvenimento. Il bilancio aggiornato ma ancora provvisorio è di 137 morti, 5 mila feriti, 300 mila sfollati e molti dispersi".

Sono diverse le nazioni, come Francia, Egitto, Paesi del Golfo e molti altri, che stanno inviando kit sanitari ed esperti in sostanze nocive al Libano, anche l'Italia ha contribuito inviando una squadra di 14 esperti dei vigili del fuoco. "Il Paese, già martoriato da una crisi economica politica sanitaria senza precedenti, si trova ad affrontare un nuovo capitolo negativo della sua storia – conclude Fatima Chekir - . Rimaniamo in attesa di aggiornamenti e soprattutto di giustizia, mentre il popolo libanese si è rimboccato le maniche con qualsiasi strumento a disposizione per ripulire, ed è pronto per rialzarsi".

redazione

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