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Cronaca | 14 agosto 2020, 11:00

Con Bosio, i Vigili del fuoco di Luserna San Giovanni puntano sulle nuove leve

Nei giorni scorsi è stato nominato dal Comando provinciale il nuovo capo del distaccamento. Ventisettenne, punta sulla tecnologia per migliorare il lavoro

Con Bosio, i Vigili del fuoco di Luserna San Giovanni puntano sulle nuove leve

È più giovane di buona parte dei suoi “colleghi” ciononostante è stato nominato capo del distaccamento. Jacopo Bosio ha ventisette anni ed era già stato individuato come successore del neo pensionato Sergio Giacotto durante la votazione a fine maggio all’interno del distaccamento di Luserna San Giovanni dei vigili del fuoco volontari. Scelta avallata venerdì 7 agosto dal Comando provinciale. Lusernese, Bosio è volontario da una decina d’anni: «È un sogno che coltivo da quando ero bambino e appena compiuti i 18 anni ho frequentato il corso per diventare vigile del fuoco volontario. Il giorno del mio diciannovesimo compleanno passavo l’esame per essere ammesso nel corpo».

La sua nomina coglie sul vivo alcune incognite sul futuro dei distaccamenti: «L’età media dei volontari è abbastanza alta, da noi arriva a 40 anni, questo perché purtroppo ultimamente non ci sono stati abbastanza corsi che permettessero l’arruolamento di nuove forze. Così come mancano i corsi per l’avanzamento nelle qualifiche provocando difficoltà nell’organizzazione delle squadre». Inoltre, anche il futuro dei vigili del fuoco passa per un utilizzo sempre maggiore delle tecnologie con cui le nuove leve hanno più dimestichezza: «Grazie a un contributo della Città metropolitana alla fine dello scorso anno abbiamo fatto acquisti in tecnologia che, se ben utilizzata, può migliorare notevolmente il nostro lavoro. Il fiore all’occhiello è la termocamera che serve per individuare la fonte di calore anche in caso di visibilità ridotta a causa del fumo, permettendoci di avanzare in modo più sicuro».

Nei suoi primi dieci anni di volontariato, Bosio è stato coinvolto in interventi molto impegnativi come l’incendio del 2017 che bruciò i boschi di Cantalupa e Cumiana. All’interno di quell’evento drammatico, lui fu uno dei volontari che cercò di salvare il ragazzo di Cantalupa che morì nel tentativo di proteggere dal fuoco una proprietà di famiglia: «Impegnati a spegnere l’incendio fummo chiamati a soccorrere il ragazzo colto dal malore in attesa dell’arrivo dei mezzi del 118».

Pensando al futuro, il nuovo capo dei Vigili del fuoco volontari non può che sperare sul continuo sostegno delle onlus che contribuiscono all’acquisto di mezzi: «L’orientamento è che ogni distaccamento diventi autonomo nell’acquisto di attrezzature, mezzi e materiali, per questo è prezioso il sostegno delle onlus Guardie a fuoco e Federazione nazionale dei vigili del fuoco. La prima ha in cantiere l’acquisto di un nuovo Aps (auto pompa serbatoio, ndr) mentre la seconda prevede di donarci un fuoristrada».

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